La donna dai capelli rossi

Carissime amiche e carissimi amici della Famiglia Artistica Milanese, bentrovati.
Così come diamo il bentornata ad una nostra Socia ed Amica: Cristina Marfella. L’abbiamo intervistata per voi in “modo non convenzionale”, del resto i giovani sono per definizione non convenzionali. Non credete?

Nel medioevo la donna coi capelli rossi aveva una nomea satanica.
Nei libri della saga di Darkover, Marion Zimmer Bradley attribuisce alle donne dai capelli rossi poteri telepatici particolari.
Questi due luoghi comuni, hanno mai influenzato il tuo gusto artistico?

Cristina Marfella
Sono, per l’appunto, luoghi comuni.
Potrei permettermi di aggiungervi anche l’italiano “rosso malpelo”…
…diciamo che per fortuna sono nata in un’epoca in cui le streghe non vengono più perseguitate!
Ironia a parte direi di no: non credo che questi luoghi comuni sul colore dei capelli abbiano influenzato il mio gusto artistico; penso lo abbiano fatto di gran lunga di più alcune persone che hanno fatto parte della mia vita, persone che ho stimato, persone con le quali sono cresciuta. Persone ancora oggi presenti dentro di me e che sicuramente hanno alimentato la mia passione per l’Arte, sia essa poesia, pittura, musica, ecc.

Quando hai iniziato ovviamente eri inconsapevole dei tuoi talenti: quale è stato l’elemento topico che ti ha permesso di scoprire le tue doti?

Da che ho memoria, ho sempre scritto poesie. Come ho sempre disegnato.
La differenza sostanziale fra le due cose, è che le poesie le ho sempre tenute per me mentre il disegno è sempre stato motivo di interesse degli altri (gli allora “grandi”) nei miei confronti. La poesia era un momento mio, intimistico. Il disegno era la manifestazione di un qualche disagio verso il mondo, ed era corretto che in quel mondo stesse e si facesse vedere. Questo per dire che mentre le mie doti nel disegno mi sono state da “subito” piuttosto chiare (benchè io non le abbia mai veramente sfruttate), quelle relative alla poesia le ho scoperte proprio grazie alla Famiglia Artistica Milanese e al concorso al quale ho partecipato.

Si…direi che ho scoperto di avere una “qualche dote” valevole di interesse sul fronte della poesia solo ed esclusivamente dopo aver partecipato al concorso della F.A.M.

Prima nel confronto con amici e parenti per la scelta della poesia da portare e successivamente nel riscontro avuto nel concorso che mi ha vista in terza posizione con una bellissima recensione.

Essere giovani artisti, ed essere anche amici della Famiglia Artistica Milanese, fondata nel 1873 dagli Scapigliati contestatori dell’epoca, cosa ti suggerisce?

In primis, grazie per il “giovani”!
Fare parte della F.A.M. è sicuramente un onore e una grande opportunità/responsabilità.

Un onore perchè la Famiglia Artistica Milanese rimane emblema di quel anticonformismo caro agli scapigliati e alla loro rivolta verso i costumi della società della fine dell’800, rivolta tesa ad affermare la propria identità ma ancor più la propria natura di esseri umani, nel bene e nel male.
“Lotta” questa che, in una società come quella attuale volta alla più completa globalizzazione, dove tutto e tutti si è sempre connessi gli uni agli altri e al mondo, potrebbe anche per tramite di una realtà quale la F.A.M., far ritrovare all’Arte quel senso di unicità vera, pragmatica e concreta della manifesta bellezza da cui, sola, possiamo trarre giovamento e, per dirla con Dostoevskij, “salvarci”.
Opportunità e responsabilità perchè il costante confronto con il passato oltre a indurre un movimento di miglioramento ed evoluzione, sicuramente porta alcuni timori reverenziali che è giusto che ci siano: i timori dell’allievo verso il maestro.

Descriviti con 21 parole (corrispondenti alla carta n.21 dei Tarocchi)…

Ne potrei usare veramente molte meno!

…ma, prendendo spunto dall’Arcano n.21 che rappresenta il Mondo, potrei dire: tutto e il suo contrario, completamento e mancanza, successo e fatica, gioia e dolore, arancione e viola, nero, bianco e tutto ciò che vi sta nel mezzo.

Vivere nella conflittualità degli estremi…vi ricorda qualcuno?!
Ma sopra-tutto, per dirla con Bukowski: “Qualche rara volta sono un artista; di solito però non sono nessuno.”

Concorso nazionale di poesia e pittura


Cari amici e concorrenti della seconda edizione del Concorso Nazionale di poesia e pittura “Alda Merini e Guido Bertuzzi” le  adesioni al concorso si sono concluse in numero superiore alle aspettative, sia pure con le difficoltà degli accoppiamenti “Poeta e Pittore”, elemento che diversifica dagli abituali concorsi.

Vi informiamo che oltre alle 30 coppie che verranno preselezionate per concorrere ai premi, abbiamo pensato, sperando aver fatto cosa gradita,  senza comunque alterare le possibilità delle 30 coppie concorrenti, di accogliere ulteriori coppie successive in graduatoria a cui consegnare un diploma che certifichi la loro appartenenza al concorso.

La validità delle domande per essere ammessi alla preselezione è stata comunicata direttamente agli interessati che sono pertanto invitati a procedere alla consegna delle opere secondo quanto previsto dal bando di concorso.
Tutti i poeti sono pregati, oltre a quanto indicato nel bando ad inviare la loro opera via e-mail a concorsopoesiapittura@gmail.com 

La presente richiesta è determinata dal fatto che tutte le opere (poesie) debbono essere predisposte con lo stesso carattere (formato .doc – font arial carattere 10) e la stessa forma al fine della pubblicazione (in particolare dei vincitori ove e quando necessario).

Con successive comunicazioni con questo stesso mezzo verranno indicate le scadenze in cui avverranno le premiazioni e i nomi delle giurie.
L’occasione ci consente inoltre di informare i concorrenti che il presidente del Circolo Culturale “I navigli” dott. Carlo Bozzali ha espresso il desiderio, e lo ringraziamo, di far offerta / acquisto di un’opera (pittura) da scegliere tra le opere non premiate alle condizioni del premio attribuito all’opera dell’artista a cui sarà assegnato il premio disgiunto (quadro).
Cari saluti a tutti e in bocca al lupo . 

Informazioni sul concorso sono disponibili anche sul sito: http://thebogafoundation.it/

Il comitato organizzatore

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El quartier de porta Comasina

antoniniNel Quaderno n. 1 de “La Famiglia Artistica Milanese” troviamo bellissimi esempi di poesia dialettale. Fra questi vi riportiamo il brano scritto da Ambrogio Maria Antonini, Avvocato del Foro milanese. Scrisse sulla rivista della “Famiglia Meneghina”.

La sua poesia non è soltanto lirica; sfiora anche argomenti storici ed epici, inconsueti al dialetto.

Ecco:

 

Arca de gloria, o bel san Simplician,
O Madonna del Carmen solariana,
O San Carpofen, che t’hann faa cristian
Sora a on tempi de pret con la sottana,

Strad e stradett on poo foeura de man,
Via Madonnina con la soa andanna
Storta, gobenta, coi regaj di can
E coi donnet grazios in fila indianna…

La porta Comasina inscì la canta
La sua canzon antiga e semper noeva
Andree al quarter che ormai el se descanta!

Ma el se descanta senza fà la proeuva
De sbatt giò per fà sù, e la bandera
De vec Milan la rid fresca e sincera!

Fonte: “Luce Meneghina”, poesie premiate nei concorsi dilettali della Famiglia Artistica Milanese, Bramante Editrice – 1965

Ulteriori info sul Poeta e Uomo

Testimonianz, di Pinetto Fumagalli

Testimonianz
(A proposit de cert process)

Quand leggi che quajdun, interrogaa,
el dîs che in del tâl dì, vèrs la tâl ôra,
(magari è passaa on ann!) lù l’era andaa
in tâl sît, insemma a la tâl sciôra;

che in de quell’ost doa lôr seren fermaa
gh’era duu che giugaven a la môra,
che vun el gh’era su i calzon rgaa
e l’alter on vestii a la cacciadora

con su ‘na smaggia de colôr marron
sul bàver, a sinistra, e on’altra nera
in su la gamba destra d’i calzon…

resti lì come ‘n stupid, perchè mì
(e l’è la pura veritaa) a la sera
soo giamò pù coss’hoo mangiaa a mezzdì!

Pinetto Fumagalli, nato a Briosco nel 1888, morto a Como nel 1964.
Scrisse a lungo, specie sulla stampa comasca, e particolarmente sul settimanale “ Ol Tivan” dove si firmava “Plinio ‘l vecc”.
Satirico, ma senza acrimonia.
Pubblicò “I do facc” nel 1963.
Questa sua poesia in dialetto è stata tratta dal Quaderno n. 1 de La Famiglia Artistica Milanese intitolato: “Luce Meneghina” ove erano state raccolte le poesie premiate nei concorsi dialettali della Famiglia Artistica Milanese. La stampa è stata curata da Bramante Editrice nel 1965.
La nostra Famiglia riprende, con la pubblicazione di questo “quaderno” una vecchia consuetudine.

Premio di Pittura e Poesia 2013: le Poesie vincitrici

PRIMO PREMIO

AUTORE: FRANCESCO GNECCHI RUSCONE
TITOLO: QUESTA MORTE SI E’ MUTATA

TESTO:

Questa morte si è mutata
In carezza senza viso
Anche il soffio di una piuma
Non sfugge all’udito
Del nudo volto segreto
Del vacuo mistero

MOTIVAZIONE:

Il mistero della morte incuriosisce l’uomo da sempre e il poeta si pone davanti al suo mistero con la domanda che non ha risposte fornite da logicità e chiarezza.
Solo il silenzio e l’ascolto prestato a quella voce interiore che conforta e governa i pensieri più nascosti, può fornire qualche suggerimento e qualche consolazione.
La lirica affronta con parole suggestive il tema difficile e sentito della sensazione percepita nel mutamento di stato e di sentire differente.
La musicalità e l’essenzialità dei versi, costituiti da parole che suggeriscono percezioni, riescono a delineare attraverso immagini scarne, il senso di un vuoto che può comunque essere vita.

SECONDO PREMIO

AUTORE: FRANCESCO RUSSO
TITOLO: LA TRASFORMAZIONE

TESTO:

Che io sia vivo oppure morto
che io sia dritto oppure storto
non mi provoca sofferenza
la permanenza o l’alternanza
in una o nell’altra situazione
a farmi male non è l’essere
ma la trasformazione.

MOTIVAZIONE:

Panta rei: tutto scorre, tutto cambia e la percezione del mutare, come regola fondamentale del divenire e del vivere, è il pilastro su cui poggia la filosofia occidentale.
Il sapersi adeguare al cambiamento comporta il continuo adattamento al nuovo e al differente.
Il poeta, figlio del suo tempo, percepisce come cosa inevitabile il doversi adeguare continuamente al cammino verso mete nuove e diverse, a situazioni mutevoli e inevitabili, ma non può non esprimere la sua difficoltà nel doversi trasformare continuamente, rincorrendo stati d’animo e adattamenti che attraversano la sua sete di tranquillità e di pace.
La lirica esprime con versi che inseguono la rima, quasi utilizzando un modo fanciullesco di raccontarsi e raccontare, la contraddizione dell’animo moderno, proiettato in un mondo continuamente in evoluzione eppure desideroso di stabilità e sicurezze che vanno scemando.

TERZO PREMIO (SEGNALAZIONE DELLA GIURIA)
AUTRICE: M-C. Artful
TITOLO : SENZA TITOLO
TESTO:

Lento cuoce il pasto che di me
preparo;
freddi antipasti di pensiero albeggiano,
speranzosi,
al confine astratto del tempo
che fugge;
sensazioni di aroma e spezie orientali,
di atmosfere dolci
e zuccherine,
sapori di immaginato arrosto
di culture;
appiccicosa marmellata di piaceri,
in virginali amplessi di miele
d’api di sogno;

inconsistente il mondo,
minestra insaziante,
sotto roghi spenti,
attende.
Lento cuoce in pasto che di me
Preparo:
fame infinita,
infinito assaggio.

MOTIVAZIONE:

Una lirica squisitamente femminile, che rielabora però il linguaggio legato all’immagine della donna, vista dalle consuetudini sempre e solo come nutrice e custode dei segreti di ricette sfiziose, realizzate nel calore della cucina, cuore della casa. La stessa donna che, peraltro, vive il disorientamento del tempo attuale e ne deve affrontare le contraddizioni. A fronte della realtà di donne colte, viaggiatrici, sognatrici e aperte all’incontro con tutto ciò che è nuovo e possibile, il mondo offre ancora risposte solo parziali, poiché ancora è ripiegato sulla visione di discriminazioni e consuetudini noiose e limitate. Questo canto di donna esprime la speranza di tutte le donne del mondo: riuscire ad essere protagoniste di quel mondo di cui sono madri e coartefici. E lo fa, oltretutto,
aggiungendo l’ingrediente dell’ironia: tanto più apprezzabile, nel traboccare quasi noioso della retorica del cibo cucinata oggi dagli addetti dell’informazione.

PREMIO SPECIALE (PRESIDENTE CARLO BOZZALI)

AUTORE: FRANCESCO SORRENTI
TITOLO: L’EREMITA

TESTO:

Mi sono avventurato ancor fanciullo
In cerca di ricchezze e di piaceri,
ho camminato scalzo, quasi nudo,
ho fatto ogni sorta di pensieri.
Mi sono trovato solo fra i deserti
senz’acqua, cibo e nulla per coprirmi
nessuno sa le pene che ho sofferto,
nessuno ha saputo mai capirmi.
Ho vagato ogni giorno senza meta,
ho trascorso molte notti sotto i ponti,
e sulla via che mostra sol pianeta
ho incontrato altri vagabondi.
Per me la vita è stata perditempo
Non ho saputo amare ne gioire,
di tutti i miei peccati mi pento,
ormai aspetto di morire.
Sono vecchio deluso e affranto,
so che mi resta poco da campare
di tutta la mia vita ho rimpianto
e pregi Iddio per farmi perdonare.

MOTIVAZIONE

Il dott. Carlo Bozzali ha commentato direttamente “a braccio” la poesia senza produrre un testo scritto da poter sottoporre alla vostra attenzione in questa sede.

Pittura e Poesia 2013

logo_famiglia_artistica_milaneserosalba_perucchiniadriano_maggilaura_bedonililiana_moggiovaleriano_dalzini
Alessia PedrazziniCorinne MoersElena GaiaGermana GattiTiziana GrondaAndrea Ferrari
Carlotta GumaFrancesco Gnecchi RusconeAdriana ToscaniAntonio CosimatoEzio ArosioBeatrice Locatelli
Alda Maria BossiAlda NicaliBruna ZanonFranca CantiniFlavia SomascaFrancesco Sorrentini

Gli artisti che hanno superato le selezioni e sono stati ammessi al Concorso di Pittura e Poesia 2013 sono esposti in questa permanente universale.

Tutte le opere verranno esposte anche in Realtà Aumentata nel cuore pulsante di Milano.
Molti di questi lavori sono già stati pubblicati in rete, in particolare tramite la nostra Rivista “Interplay” basata su tecnologia Flipboard.

Tornate presto… troverete sempre novità!

Concorso di PITTURA e POESIA 2013: i Vincitori

Pubblichiamo le motivazioni dei Premi di Pittura

Rosalba Perucchini – Primo Premio
L’Artista, anche grazie ad una tecnica raffinata, riesce a raggiungere un’originalità e purezza espositiva per un aspetto apparentemente semplice della realtà.

Valeriano Dalzini – Secondo Premio
Per la vivacità espressiva dell’uomo ritratto che si realizza per merito di una apprezzabile capacità introspettiva sorretta da una lodevole professionalità pittorica.

Laura Bedoni – Terzo Premio
La forza del disegno e l’impatto dei colori che evocano grandi sogni.

Premi Speciali:

Adriano Maggi
Per la squisita fattura e l’abile utilizzo dei colori che contribuiscono ad esprimere l’intimo affetto che unisce i personaggi ritratti e la calda atmosfera che li circonda.

Liliana Moggio
Poetico insieme di colori e delle immagini.
Ho inteso la luce di una nuova vita.

***** Le Poesie e le relative motivazioni seguiranno in un successivo post *****