Le sfumature del blu: un successo!

La Famiglia Artistica Milanese continua a riscuotere successi con le iniziative artistiche e culturali che organizza. Si è appena concluso l’evento espositivo “Le sfumature del blu” a cui hanno partecipato Artisti di rilievo internazionale, Maestri di pittura, allievi dei Corsi Laboratorio organizzati dalla Famiglia Artistica e appassionati suddivisi in tre categorie: pittura, acquerello e fotografia.

La Famiglia Artistica ha tenuto fede, come sempre, al suo ideale di “unire vecchi e giovani, celebrità e principianti, esponenti di ogni ceto, in un sodalizio che fosse “Famiglia” nel senso più simpatico della parola”.

La Mostra si è svolta presso il Centro culturale San Protaso, di cui la nostra associazione è Socia, ed in cui si tengono anche gli storici Corsi sopra citati. Molti degli ” artisti” partecipanti sono giovani così come giovane è Clara Alice Cavalleretti, la bravissima flautista che ha rallegrato l’evento inaugurativo ed ha fatto da contorno alle Opere selezionate da una Giuria composta da Chiara Rivera (esperta d’arte), Carlo Bozzali (presidente del Centro De Amicis – La Patriottica), da Niccolò D’Agati (ricercatore dell’Università Cà Foscari e direttore storico scientifico della Famiglia Artistica), da Adelio Schieroni (vice presidente della Famiglia Artistica e rappresentante dello sponsor Eau De Porquerolles).

Dalla sua creazione Eau De Porquerolles incoraggia l’Arte e la creatività, instaurando un rapporto di stretta collaborazione con giovani artisti e designer, Sinergia di Eccellenze© per prodotti di qualità. Ecco perché gli Artisti amano Eau De Porquerolles ed ecco perché il Brand incoraggia la creatività e l’arte, con particolare attenzione ai giovani talenti senza tuttavia tralasciare l’esperienza dei più “grandi”.

I Premi sono stati assegnati a due opere pittoriche, a due opere fotografiche ed a un acquerello.

Azur eau de parfum è stato assegnato all’opera “Lago di Ginevra”, 1° Classificata nella sezione pittura. La motivazione: “Tecnica particolare a spatola con colori ben orientati. Mariarosa Tavazzani ha rappresentato sia un luogo fisico, sia un luogo dell’anima. Profondo ed infinito.”

Al Maestro Massimiliano Zangrando è stato donato Garrigue eau de parfum. In provenzale garrigue rappresenta la macchia vegetativa mediterranea tipica della Provenza e della Costa Azzurra. La motivazione che ha sostenuto quest’opera intitolata Piano blu: “Molto equilibrata a livello compositivo e cromatico. Ben preparato lo schema tecnico con affinità sui colori. Forme nello spazio, con una immagine che rievoca musica in una notte di luna ed un’atmosfera profonda, meditativa.”

Sempre Garrigue è stato donato all’acquerello 1° Classificato, opera di Rosalba Perucchini, in base a questa motivazione: “Movimento allo stato puro. Sensazione del mare e del vento sul viso. Ricco di energia. Ben ripreso, con spazio ampio, ben approfondito.”

Ovviamente tutte le Opere esposte erano di livello, ricche di sentimenti e passione. Gli Artisti hanno potuto esprimere sé stessi al meglio anche grazie al tema che ha fatto da filo conduttore per la presentazione delle Opere stesse. Citiamo “Libera nel blu” di Celestina Perini, ritenuto dalla Giuria “Poetico e delicato, riesce a esprimere con pochi elementi”. Molto bello anche l’acquerello del Maestro Davide Parenti “Paesaggio”.

Passando alla Sezioni fotografica il 1° Premio è stato attribuito alla foto dal titolo “Oltre” dell’artista Alessia Pedrazzini. Questa la motivazione: “Soggetto originale. Essenziale e poetico. Rapporto tra effimero ed eterno. Ambientazione e momento. Sincronicità o fortuna, il risultato è garantito.” Il premio è stato rappresentato da Florence by See l’eau de parfum de Chez Vous, profumo ambiente creato dalla maison Eau De Porquerolles in onore della città di Firenze in quanto la società See, ideatrice e detentrice del marchio, è Spin Off del Laboratorio di Ricerca LRE dell’Università di Firenze.

L’altra opera fotografica premiata è quella di Luisa Tavazzani, intitolata “Le radici della vita”. Ecco le motivazioni: “Ottimo soggetto e ripresa. Un punto di vista insolito, che capovolge la chiave di lettura.”

Opera menzionata: “Immensità” di Paolo Rivera. Questo il commento: “Trasmette un’esperienza di apertura e liberazione”.

La Famiglia Artistica Milanese ringrazia il proprio direttore artistico, il Maestro Antonio Tonelli, per aver esposto due sue Opere – fuori Concorso – ed il Maestro Giovanni Bargigia per aver arricchito la sala espositiva con una sua lampada Tiffany, ricca di fascino e colore.
Si ringraziano Gabriella Guarneri, presidente del Centro Cenisio-Ratti, ed il prof. Otmaro Maestrini, titolare della Otma 2 Edizioni, che sono intervenuti attivamente ed hanno condiviso la loro simpatia con tutti i presenti.

La Famiglia Artistica ringrazia inoltre Eau De Porquerolles per aver sostenuto questa simpatica iniziativa culturale e per aver illustrato con armonia e fascino i prodotti del proprio Brand per il tramite della signora Marina Riva Cambrin.

Molte le prelibatezze gastronomiche che hanno fatto da contorno a tutto ciò, ancora più buone perché preparate con gusto da alcune volonterose Socie.

Se desiderate vedere le fotografie dell’evento le abbiamo pubblicate tramite la piattaforma Flickr, clicca qui per accedere

Flavia Scabini: Arte-Fatti miei

Già in passato in queste pagine si è parlato della dicotomia tecnica ed arte.

La parola latina corrispondente a techne è ars, dalla quale deriva «arte», un termine che nel passato è stato riferito all’abilità pratica, alla capacità di realizzare opere materiali che accomuna artigiani, architetti, costruttori di macchine o meccanici, pittori e scultori. Modernamente la parola arte si riserva alla realizzazione di opere di valore estetico guidate non solo da abilità pratica ma soprattutto dall’ispirazione “artistica”. E di questo vi voglio parlare ancora perché ho avuto il piacere di conoscere una ragazza che con i suoi Arte-Fatti ben riassume in se la dicotomia di cui ho appena accennato. 

Flavia Scabini si racconta così:

…parliamo di cose belle, parliamo d’arte e del “fare arte”… mi piace considerare l’arte in tutte le sue sfaccettature come un luogo di evasione fisica e mentale. Ritrovo nell’arte pace, serenità e soprattutto un momento di introspezione… un luogo-non luogo libero dalle infrastrutture quali esse siano. Ho studiato incisione all’Accademia di Belle Arti di Brera e la mia tesi verteva sul concetto di considerare l’opera d’arte come indagine nel luogo interiore, ovvero il ritrovarsi all’interno di un luogo ancora inesplorato o troppo sommerso dalla routine quotidiana.

E poi prosegue:

​Il mio non luogo lo vivo negli abissi, nella non-materia che è l’acqua e l’oscurità, calandomi all’interno delle mie matrici, compiendo gesti talvolta grevi, decisi e molto neri, talvolta gentilmente sottili tesi all’infinito, indago il mondo sotto-marino che allegoricamente coincide con la mia visione di inconscio.

Un’analisi introspettiva che coinvolge anche chi la ascolta, con quel suo garbo e quel modo sincero di porsi al prossimo.  Non potevo esimermi dall’approfondire la sua conoscenza.  Ed allora mi sono perso nel guardare, toccare, posizionare i suoi lavori e le ho chiesto di continuare nella sua presentazione. 

​Il punto di partenza di ogni mio progetto sia su carta che su stoffa riflette sull’elemento acqua, perché oltre ad essere sostanza di vitale importanza offre suggestionanti possibilità di immaginazione data la sua in-consistenza infinita.

L’acqua è un luogo in cui perdersi, immergersi, lasciarsi andare alle emozioni più recondite nel gorgo profondo e buio dell’inconscio, nei mondi sotterranei degli abissi più scuri.

Dagli abissi emerge la mia ricerca volta a sprigionare, attraverso i segni e ai gesti, un’esperienza artistica che trova nell’incisione calcografica e xilografica sorpresa in ogni realizzazione.

In questo periodo ho focalizzato il mio lavoro artistico sulla stampa di matrici xilografiche su stoffe, cercando di realizzare pezzi di arredo non usuali rispettando la mia concezione di “fare arte”.

​Cerco stoffe pregiate ma molto spesso di recupero, confeziono tutto in casa artigianal-mente, con l’aiuto di mia mamma (bravissima sarta amatoriale) per le rifiniture più complesse, ed ogni volta rispetto un progetto che nella sua resa mi sorprende ed emoziona.

Pur non essendo un’opera incorniciata, anche questo per me è arte. 

Fabrizio Falchetto ed i suoi omini di carta

Capita a tutti nella vita di incrociare casualmente persone sconosciute. Iniziare a parlare con loro e scoprire che sotto sotto non si è trattato di un caso, ma di un fato. Di una sincronicità che ha un fine ultimo diverso dall’apparente intersecare di due percorsi isolati nel vasto mondo del quotidiano. A me è capitato con Fabrizio Falchetto ed i suoi (meravigliosi) omini di carta. Potevo dunque trascurare questo elemento di plusvalore che il destino mi ha riservato e non parlarvi del suo lavoro artistico? Certo che no.

Fabrizio Falchetto artista milanese (Seregno 1963), ma tortonese di adozione ha iniziato la sua attività artistica nel 1999. Espone regolarmente dal 2004, preferibilmente presso Comuni ed Istituzioni pubbliche o Associazioni culturali. Ci siamo conosciuti durante la manifestazione Autunniamo (Edizione 2016) che si svolge, coinvolgendo tutto il Paese, nel Comune di Pontecurone a metà strada fra la lombarda Voghera e la piemontese Tortona. Paese noto per aver dato i natali ad un Santo, Don Orione, ed alla famiglia Marinetti da cui nacque, in terre lontane ma con la cultura ben radicata nel cuore, il fondatore del Futurismo, italiano e mondiale.
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Ma torniamo a Falchetto. La sua arte si rivolge al mondo interiore e mira a dare forma e colore al pensiero, ma rispetto alla pittura tradizionale utilizza un linguaggio espressivo molto particolare. Le sue opere si “guardano” come quadri, ma si possono definire assemblaggi creati utilizzando materiali non convenzionali, spesso di riciclo, con tocchi cromatici di china, smalti e vernici. Si tratta prevalentemente di teatrini tridimensionali, caratterizzati dalla presenza di una scultura in carta raffigurante una figura umana, perché secondo Falchetto l’arte deve gravitare attorno all’Uomo.

L’omino di carta per molti versi rappresenta l’alter ego dell’artista, ma anche l’essere umano universale con le fragilità, a cui rimanda il materiale di cui è composto, e la forza dei suoi sentimenti, infatti la carta può anche tagliare.

Elemento ricorrente è l’uso delle parole, che oltre ad essere fisicamente presenti (lo stesso omino di carta è ricoperto di parole) sono portatrici di significato e riflessioni interiori e si integrano con il tessuto cromatico delle opere contribuendo al risultato estetico complessivo. Per questo i lavori di Falchetto sono stati anche definiti poesie visive.

Con la sua ricerca artistica Falchetto ri-stabilisce un dialogo tra le varie arti, riuscendo a coniugare pittura, scultura, scrittura e fotografia, con un occhio sempre più spesso rivolto al graffitismo, tam tam e termometro della società urbana e per lui vera espressione originale dell’arte contemporanea.

In particolare nelle opere recenti, appartenenti al filone che ama definire della Social Art – e che va oltre la Street Art – Falchetto cerca di riqualificare tracce e segni di autori anonimi, lasciati sui muri delle nostre città, per dimostrare come lo sguardo dell’Artista possa valorizzare anche un dettaglio apparentemente insignificante, che altrimenti passerebbe inosservato, estrapolandolo da un contesto degradato per valorizzarlo artisticamente con il suo stile inconfondibile.

Esprimere pensieri, emozioni e stati d’animo in modo originale, per fare il mondo un po’ più bello e solidale, è l’obiettivo fondamentale dell’arte di Falchetto.

Per approfondire la conoscenza con questo Artista: www.fabriziofalchetto.it

Presentazione del Romanzo: “spesso ti dicono di non arrenderti”

Il 17 novembre alle ore 17 nella nostra sede in via Edmondo De Amicis 17 Milano abbiamo presentato il romanzo di Santi Moschella dal titolo “spesso ti dicono di non arrenderti”.
La copertina è stata illustrata da un nostro socio pittore Antonio De Blasi, editore Armando Siciliano.
L’autore ha descritto la trama del romanzo, poi ha risposto alle domande del pubblico presente in sala. Tanto interesse da parte dei partecipanti, il libro si legge tutto d’un fiato.

La serata è stata impreziosita da altre graziose attività, nel seguito riassunte.

Liliana Moggio nostra socia pittrice, dotata di una bella voce, ha letto le poesie del nostro socio poeta e pittore Emilio Camagni:
* Impossibili desideri
* Il volo giù dal canalone

Emilio Camagni ha vinto il primo premio Merini Bertuzzi per la poesia “organizzato dalla Famiglia Artistica Milanese in collaborazione col Circolo Culturale i Navigli” nell’anno 2010.

Sempre Liliana Moggio ha letto le poesie della socia pittrice e poetessa di Betty Brunelli
* Nuvole
* Tempo presente
* Danza l’onda degli anni

Dalla raccolta di poesie “come ombra bambina” presentazione di Roberto Sanesi

Ultima poesia del socio poeta Fabio Clerici dalla raccolta di poesie IL SENSO DEL VIAGGIO viaggiando nei sensi

* L’immenso nulla (nel deserto Tunisino) poesia dedicata ai non vedenti.

Antonio De Blasi

particolare di un quadro di Antonio De Blasi


Si è conclusa la serata con la visita all’Esposizione del piccolo quadro.

Conferenza: New Horizon Of Quantum Art & Augmented Reality

Firenze: 14 dicembre 2012

EGOCREANET dal 2004 ha sviluppato strategie di Innovazione culturale che uniscono la creativita dell’arte contemporanea al movimento di innovazione quantistica della scienza.
La Quantum Art è risultato di tale attività che è a fondamento del movimento artistico chiamato (QAGI), nato da un’idea di Roberto Denti. Il movimento artistico QAGI persegue la riflessione sviluppata in EGOCREANET sul ruolo dell’arte-contemporanea nella età tecnologica e scientifica, basata sulla scienza quantistica. La scienza quantistica ritiene che l’osservabile sia definibile da relazioni relazioni probabilistiche delle interazioni tra soggetto ed oggetto, che fanno seguito al noto “principio di indeterminazione” (1927). Di conseguenza anche l’arte quantistica riconosce l’impossibilità di conoscere gli oggetti e le loro dinamiche simultaneamente . Pertanto la Quantum Art assume dalla scienza quantistica in valore di una creatività innovativa associata ad una profonda trasformazione dello spazio-tempo quantistico-relativistico, nel quale le conoscenze, sia della scienza che dell’arte, crescono all’unisono generando innovazione e creativita’ concettuale ed artistica nel mondo contemporaneo.

I temi dello sviluppo quantistico-relazionali su cui si è attualmente concentrata l’azione del Movimento Artistico “QAGI”, hanno acquisito una dimensione internazionale e si concentrano in funzione di una nuova rappresentazione simbolica promozionale del futuro della ECO-ECONOMIA.
L’arte quantistica funziona pertanto come espressione di emozioni e motivazioni coscienti basate su la ​​conoscenza quantistica-relazionale contemporanea anziché su la vecchia cultura lineare nel tempo ed oggettiva in riferimento allo spazio, su cui e’ cresciuta la cultura meccanicistica della ormai obsolescente civilta’, ormai in definitiva crisi, la quale è stata concepita e riprodotta culturalmente durante l’epoca della vecchia societa industriale.

A partire dalla Conferenza di Firenze 2012, in cui si varerà un progetto di alleanza tra il Movimento Internazionale della Quantum ART (QAGI/EGOCREANET) con la tecnologia innovativa della Realtà-Aumentata: “PROGETTO Q.AR.te”.

Questa modernissima tecnologia, abbreviata con l’acronimo AR “Augmented Reality”, è un tipo di realtà virtuale che miscela fantasia ed immaginazione dando come risultato un sistema di realtà cosi detta “aumentata” (ossia arricchita di informazioni) per lo sviluppo di nuove forme di comunicazione interattiva.

La combinazione di arte quantistica e la scenario innovativo della Reatà Virtuale ha la potenzialità di generare un nuovo tipo di moderna comunicazione culturale che sarà il driver dello sviluppo multidisciplinare tra “Arte, Scienza e Tecnologia” finalizzato ad realizzare un nuovo scenario del marketing artistico, per la promozione delle interrelazioni tra arte quantistica ed industria innovativa in relazione ad un ampio spettro di produzioni e di mercato.
Di conseguenza il mix tra “QA e AR”, è in procinto di concentrarsi su nuovi modi e metodi di commercializzazione di comunicazione aziendale attraverso l’uso di dispositivi mobili che sono comunemente in uso (smartphone, tablet).
Il mix tra “QA e AR” sarà sicuramente in grado di sviluppare una molteplicità di applicazioni artistiche per migliorare un marketing territoriale che QAGI-EGOCREANET ha intenzione di sviluppare proprio lanciando, come anticipato, un progetto internazionale dal titolo “Q.AR.te”.

Il progetto “Q.AR.te” verrà orientato nel migliorare le opportunità di “innovazione territoriale” in joint venture con i sistemi di rete tra imprese innovative e la rinnovata cultura artistica mediata dalla tecnologia AR di comunicazione interattiva. Durante la Conferenza 2012 di Firenze saranno discussi i nuovi criteri contemporanei di collegamento tra arte e scienza che ritrovano una loro profonda radice nell’antico Rinascimento Italiano, in cui l’arte assunse il ruolo di catalizzatore anticipativo dello sviluppo economico di quell’epoca.

prof. Paolo Manzelli
Director of LRE/EGO-CreaNet – University of Florence
EGOCREANET (VALIDATED EUROPEAN PIC = 959882416)

Per informazioni e collaborazioni: EGOCREANET2012@gmail.com

Nessuna pietà per i deboli: o la fortuna, subito, o la bancarotta!

Varrebbe la pena di sfatare una diceria tanto radicata quanto ingiusta. Il teatro, sul finire dell’Ottocento, non è solo languori, eroine sospirose, padri (o madri) cui preme, tout court, la salvaguardia degli onori intangibili, sacrifici reconditi che non presumono tornaconto, tirate post-romantiche, Belle époque, lagrimucce e piacere dell’onestà.
E’ anche, e soprattutto, non è temerario aggiungere, prosaica aderenza alla realtà, interesse contingente, egoismo, calcolo, denaro.

In alta Italia, e principalmente a Milano, si assiste al rapido trapasso dall’economia agricola a quella industriale. Ai latifondisti subentrano i proprietari di filande, opifici e ferriere. Il denaro corre, franano antiche fortune, impallidiscono i privilegi del sangue ed, alla ribalta, s’affaccia prepotente una nuovissirna élite, che manovra macroscopici capitali (migliaia di lire, inaudito!), che tenta l’azzardo di clamorose speculazioni (o la fortuna, subito, o la bancarotta), che alza sul moderno vessillo il motto «Nessuna pietà per i deboli».

Non è necessario indagare nel profondo. Il mito del denaro, sul finire dell’Ottocento, è sfacciatamente ingombrante ed i letterati, specchio della società, non si adoperano per dissimularlo dietro veli pietosi. Il verismo imperante, peraltro, non si fa scrupolo di ravvivare le tinte e, appena può, dilata, drammatizza, esagera.
Giorgio Pullini, uno studioso serio e acuto, ha dedicato un saggio alla nuova divinità, «arbitro degli ideali, dei sentimenti, dei conflitti». Ed aggiunge: «Molta parte della prosa italiana fine-secolo, da Milano a Torino (ma in particolare quella milanese) svolge il tema del denaro come aspirazione, forza motrice e disgregatrice della società borghese».
Emilio De Marchi, Matilde Serao, Gerolanio Rovetta, Camillo Antona-Traversi, Giuseppe Giacosa e Sabatino Lopez infittiscono le loro vicende, quelle felici e quelle di minor vena, con una miriade di meschini risvolti, una girandola di quattrini che abbacina i personaggi fino all’abbruttimento.

Verrebbe da chiedersi cosa sia cambiato in oltre un secolo di storia…

Mario Borgese e la Famiglia Artistica Milanese

Dopo l’annuncio della Mostra di pittura del Maestro Borgese, ci sembra interessante spendere due parole per presentarlo al grande pubblico.

Laurea in Filosofia e Laurea in Paletnologia (ossia archeologia preistorica) alla Università Statale di Milano.

Ha cogestito la Galleria di Porta Ticinese in Milano negli anni 70/80 frequentando pittori e scultori ed i loro studi,  tra cui Enzo Mari, Alik Cavaliere, Pino Spagnulo, Paolo Baratella, Mauro Staccioli, Giangiacomo  Spadari, Tino Vaglieri, Nanni Valentini (…e potremmo proseguire).

Hanno scritto e parlato di lui: Giorgio Seveso, Raffaele De Grada, Giuseppe Franzoso, Antonello Mosca, Franco Solmi, Adriano Altamira, Flaminio Gualdoni, Antonio Del Guercio, Bruno Munari,  Carlo Sini, Massimiliano Cappuccio, Walter Alberti, Maria Luisa Caffarelli, Umberto Gavinelli, Nicoletta Pallini, Alberto Veca (…e tanti altri).

Ha partecipato alla Biennale di Venezia del 1976.

E’ citato in alcune tesi di storia dell’Arte e in alcuni testi sui gruppi artistici milanesi operanti negli anni che spaziano tra il 1968 ed il 1985.

Collabora con una Casa Editrice dell’Università Statale di Milano che utilizza i suoi ultimi lavori quali copertine  per una collana di filosofia.

Ha fatto parte della Commissione artistica della Società per le Belle Arti  “La Permanente” di Milano.

Ed ultimo, ma solo per citazione, è membro attivo della Famiglia Artistica Milanese…. e questo scusate se è poco!