Premio “Opere di misericordia” 2017

Al centro culturale San Protaso (di via Osoppo, 2 a Milano) si è tenuto il Premio “Opere di misericordia”. Il Premio è giunto alla sua XXXIII edizione.

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Le opere sono state esposte dal 13 dicembre 2016 fino al 15 gennaio 2017 giorno della premiazione.
I Premi in palio erano un Trofeo ed una Mostra al 1° classificato. Targhe agli altri classificati, una medaglia a tutti coloro che hanno partecipato.

Primi Premi:

Alessandra Arecco I° Premio
Enrico Galli II° Premio
Flavia Somasca III° Premio

Il Presidente del Circolo San Protaso Paolo Rivera e la Presidente della Famiglia Artistica Mariarosa Tavazzani premiano i Vincitori:

 

Hanno partecipato:

Alessandra Arecco “consolare gli afflitti” – I° Premio
Liliana Borsellini “dar da mangiare agli affamati
Maria Caleca Casale Speranza “consigliare i dubbiosi” (segnalato)
Anna Maria Formica “accogliere i pellegrini
Enrico Galli “dar da mangiare agli affamati” II° Premio
Liliana Ravalli “vestire gli ignudi
Flavia Somasca “accogliere i pellegrini” III° Premio
Maddalena Succi “la misericordia ha origini antiche
Milena Succi “in Cristo la misericordia” (segnalato)
Mariarosa Tavazzani “dar da mangiare agli affamati

Ed inoltre:

Maria Caleca Casale Speranza “ultima cena” (fuori concorso)

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In questa occasione noi della Famiglia Artistica Milanese abbiamo offerto un concerto del Complesso Vocale “CantusOrnatus” diretto dal Maestro Francesco Spiga.
Il tutto è stato coronato da un piccolo buffet, con il piacere di incontrare i Soci.

 

Arch. Giuseppe Moreno Paparone, fotografo

Premessa

photo-01-giuseppe-moreno-paparone-puffosub-tutti-i-diritti-riservatiVisitando a suo tempo gli spazi espositivi allestiti in occasione di “Autunniamo 2016”, nel Comune di Pontecurone, città natale del Santo Don Luigi Orione e della famiglia Marinetti da cui nacque il fondatore del Futurismo, mi sono imbattuto in un allestimento di immagini fotografiche dedicato alla memoria dell’Arch. Giuseppe Moreno Paparone. Scomparso prematuramente e conosciuto nel mondo della fotografia e dell’immersione con il termine “PuffoSub”.

Osservando le immagini da lui riprese ho maturato la decisione di dedicargli un piccolo articolo sul blog della nostra Famiglia Artistica per rendere omaggio alla sincronicità della vita che mi ha fatto incontrare il suo lavoro. Nulla succede per caso.
A fianco delle fotografie era esposto un cartello esplicativo scritto da un suo amico nel quale si omaggiava l’uomo e l’artista, un ricordo postumo da uomo ad uomo. Iniziava così: “Moreno fotografo riflette Moreno persona. Preciso, attento ma soprattutto emozionante. Capace di emozionarsi e condividere la propria emozione. Capace di sorprendersi e di sorprendere. A volte esageratamente insoddisfatto di uno scatto, specie sott’acqua, tanto da provarlo innumerevoli volte…”

Etimologia

Il termine architetto deriva dal latino architectus e dal greco αρχιτέκτων (arkhitekton), parola composta da arkhi (capo), particella prepositiva che serve a denotare “superiorità”, autorità, ma soprattutto pensiero, ossia responsabilità e consapevolezza di colui che si accinge a costruire, e tèkton particella che riguarda l’azione, l’operatività (tecnico ingegnere).
Dal termine di “architetto” è derivato quello di “architettura” (non il contrario).
Le Corbusier, Verso una architettura – 1923, scrisse: “L’architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi nella luce”.
La parola fotografia ha origine da due parole greche, foto (phos) e grafia (graphis). Letteralmente quindi fotografia significa scrivere (grafia) con la luce (foto).

Alcune immagini
Parlando con chi ha organizzato l’esposizione ho avuto il privilegio ed il piacere di ricevere alcuni file contenenti delle bellissime fotografie, scattate nei contesti più disparati ma tutte accomunate da una ricerca del bello e da un’infinita pazienza per trovare l’attimo perfetto. Fare una fotografia è un gesto semplice: si preme un bottone e l’apparecchiatura cattura il momento. Fare una bella fotografia è tutta un’altra cosa. Passione, luce, emotività, attenzione, fortuna, sono solo alcuni degli elementi che compongono questo mix interculturale e multidimensionale composto da fotoni di luce e miliardi di sensazioni aggregate.

 

Il suo libro

painting-the-black-moreno-paparoneGiocare con la luce, esasperare i contrasti tra sfondo e primo piano  è una sfida per pochi. Riuscire a rappresentare un’immagine, un pensiero, una sensazione immortalando i propri soggetti su sfondo nero significa avere un arcobaleno nel cuore, significa potenziare al massimo la rappresentazione del soggetto. Estraniarlo dal contesto, renderlo unico protagonista degli sguardi critici di chi osserva, magari comodamente seduto su un divano, fotografie subacquee che hanno richiesto al fotografo uno sforzo immenso.

Queste sono una manciata di pagine tratte dal suo libro “Painting the black”. Bellissima raccolta di fotografie, di attimi resi davvero eterni.

E per concludere queste fotografie che si commentano da sole:

Iscriviti alla Famiglia Artistica Milanese

Carissimi amici che seguite le avventure culturali della nostra Famiglia Artistica perchè non vi iscrivete?
Si tratta di un importo minimale, pari a 10,00 euro al mese, che vi permetterà di essere parte attiva dell’associazione, di essere testimoni ed artefici di un percorso storico che ha le sue origini nel lontano 1873, anno in cui questo sodalizio di artisti venne fondato nel cuore vivo di Milano.

Sono aperte le iscrizioni, dicevamo, ed è stata mantenuta la quota sociale di € 120,00 anche per l’anno 2017.

L’iscrizione alla Famiglia Artistica Milanese dà diritto di essere anche soci del Circolo dei Navigli, altro storico ed importantissimo Circolo cittadino, con cui condividiamo la Sede in un contesto di tutto rispetto. Elegante e centralissimo. Con ampie sale di ritrovo ed un bar – ristorante all’altezza della situazione, ma a prezzi più che abbordabili.
I soci avranno diritto a tutte le iniziative della Famiglia Artistica e del Circolo dei Navigli, nonché a frequentare la nostra Sede con ristorante.
Ogni mercoledì i soci che lo desiderano si potranno incontrare al ristorante del Circolo, anche con i loro familiari. Si pranza, alle ore 13, e il prezzo è ben equilibrato per ciò che viene servito: potrete pranzare con € 15,00!

Famiglia Artistica Milanese
c/o Circolo Culturale i Navigli
Via Edmondo De Amicis, 17
20123 Milano

Per qualsiasi comunicazione non esitate a scriverci una e-mail : famiglia.artistica.milanese@fatateam.org

Per presentare la TUA DOMANDA DI ISCRIZIONE clicca qui

Ricordiamo, per coloro che volessero fare il bonifico della quota sociale, il nostro IBAN :
IT68P0350001630000000055540

Auguri di serenità

La Famiglia Artistica Milanese augura a tutti tantissima serenità. Nel cuore ed attorno a noi stessi. Con garbo ed allegria.

Romolo Romani: un pomeriggio di studi

A cento anni dalla morte di Romolo Romani, Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei  si propongono di omaggiarlo attraverso diverse iniziative, nell’ambito del progetto Brescia 1916-2016: cento anni di avanguardie. La Famiglia Artistica Milanese sarà presente per il tramite del nostro Socio e Ricercatore, il dott. Niccolò D’Agati.

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Il Progetto comprende un pomeriggio di studi finalizzato alla messa a fuoco di nuove prospettive e letture critiche sull’autore; oltre al fondamentale intervento di conservazione e restauro dell’intero fondo di 60 opere dell’artista appartenenti alle collezioni civiche bresciane – il più ricco conservato in una raccolta pubblica – ed alla Mostra temporanea Romolo Romani 1884-1916. Sensazioni, figure, simboli (2 ottobre 2016 – 26 febbraio 2017).

Introduce e coordina
Luigi Maria Di Corato
Direttore Fondazione Brescia Musei

Silvia Evangelisti
Università di Bologna, Scuola di Lettere e Beni Culturali
Romolo Romani: il rapporto con le avanguardie tra simbolismo, espressionismo, futurismo e astrattismo

Niccolò D’Agati
Università Ca’ Foscari, Venezia
La mostra postuma di Romolo Romani del 1920 alla Famiglia Artistica Milanese. Ricostruzione del catalogo e ricezione critica

Mario Finazzi
Storico dell’arte, Roma
Romolo Romani tra caricatura e fotografia pschiatrica: un’ipotesi di lettura

Rosalia Pagliarani
Musei Vaticani, Collezione di Arte Contemporanea
Resurrezione: un’opera riemersa dai depositi e la sua vicenda documentaria

Roberta D’Adda
Fondazione Brescia Musei
Qualche novità su Romolo Romani: il fondo dei Musei di Brescia, tra storia, critica e restauri

Conclusioni:
Luigi Maria Di Corato e Silvia Evangelisti

Verdi, Boito, Falstaff e la Milano del 1893

La Famiglia Artistica Milanese ha avuto il piacere di condividere con Giuseppe Verdi dei momenti di storia bellissimi. Pensate che al termine della Prima del Falstaff alla Scala di Milano, era il 9 febbraio 1893, il Maestro venne festeggiato proprio dai Soci della Famiglia, tra cui ricordiamo l’amico Arrigo Boito che scrisse i testi di questa Commedia lirica in tre atti.

Fu in tale occasione che Verdi donò alla Famiglia Artistica, in segno di riconoscenza, lo spartito della Prima alla Scala, ancora oggi conservato fra i cimeli dell’Associazione.

Leggiamo dall’articolo “Cinquant’anni di vita artistica milanese” a firma Pietro Madini pubblicato su “La Lettura” Rivista mensile del Corriere della Sera, 1 ottobre 1929: “Anche Verdi fu suo ospite, dopo il clamoroso successo del Falstaff. E ci volle tutto il prestigio di cui godeva allora il fiorente sodalizio per costringere la proverbiale ritrosia del Maestro ad accettare l’invito.

Laureto Rodoni, sul suo sito internet, riporta “Tra il pubblico, molto elitario, anche Puccini e Mascagni, letteralmente increduli dinanzi a un tale prodigio musicale. Questa commedia lirica entusiasmò anche musicisti di formazione tedesca come Richard Strauss e Ferruccio Busoni, il quale scrisse a Verdi: «Il Falstaff ha suscitato in me una tale rivoluzione dello spirito e del sentimento, che con pieno diritto posso datare da questo momento un’epoca nuova della mia vita artistica.»”

El quartier de porta Comasina

antoniniNel Quaderno n. 1 de “La Famiglia Artistica Milanese” troviamo bellissimi esempi di poesia dialettale. Fra questi vi riportiamo il brano scritto da Ambrogio Maria Antonini, Avvocato del Foro milanese. Scrisse sulla rivista della “Famiglia Meneghina”.

La sua poesia non è soltanto lirica; sfiora anche argomenti storici ed epici, inconsueti al dialetto.

Ecco:

 

Arca de gloria, o bel san Simplician,
O Madonna del Carmen solariana,
O San Carpofen, che t’hann faa cristian
Sora a on tempi de pret con la sottana,

Strad e stradett on poo foeura de man,
Via Madonnina con la soa andanna
Storta, gobenta, coi regaj di can
E coi donnet grazios in fila indianna…

La porta Comasina inscì la canta
La sua canzon antiga e semper noeva
Andree al quarter che ormai el se descanta!

Ma el se descanta senza fà la proeuva
De sbatt giò per fà sù, e la bandera
De vec Milan la rid fresca e sincera!

Fonte: “Luce Meneghina”, poesie premiate nei concorsi dilettali della Famiglia Artistica Milanese, Bramante Editrice – 1965

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