L’arte incontro alla gente

Venerdì 12 maggio alle 21 nella sala del Castello di Castelnuovo Scrivia (AL) ci sarà la presentazione del saggio della nostra amica Giovanna Franzin dal titolo “Quanto conta l’Arte nella nostra vita”.

L’evento è inserito nel contesto di “L’Arte incontro alla gente” organizzata per domenica 14 maggio a Tortona dal Lions Club Host ed a cui saranno presenti artisti locali intenti a realizzare opere che verranno donate per finalità benefiche;
ci sarà anche Fabrizio Falchetto (Famiglia Artistica Milanese) ed il suo inconfondibile omino di carta.

Intervenite numerosi

Segnaliamo, fra le tante interessantissime iniziative,  la mostra di “Sergio ed Alessandro Sorli”: appuntamento alle ore 10:00 nel Ridotto del Teatro Civico per l’apertura e l’inaugurazione. Per l’occasione saranno presentate al pubblico ben 45 opere dei due importanti artisti tortonesi, che sono state donate dagli eredi al Comune di Tortona.

Il popolo e l’arte

Il marchese artista nell’anima tempestava Enrico di domande sulla sua posizione, sulla pittura, sulle sue idee circa le due scuole, sulle sue speranze di farsi un nome, sull’avvenire sognato.

Enrico s’accalorò in quel dialogo. Il marchese godeva enormemente a sentirlo parlare così modesto, così schietto, così sincero e così pieno di illusioni.

– Ma non credi tu – gli disse a un certo punto – che il positivismo, il realismo e la democrazia abbiano a uccidere l’arte?

– Ah, marchese, al contrario! L’esaltazione del popolo sarà l’esaltazione dell’arte.

Il marchese crollava il capo sorridendo.

– Ah, entusiaste!

– Non lo crede lei?

– Io no davvero, – rispondeva il marchese. – Il popolo, e per popolo m’intendo quella parte della popolazione d’un paese che si stacca dall’aristocrazia illuminata e dalla borghesia ricca e studiosa, il popolo non sente bisogno dell’arte, nè la capisce. Mancando assolutamente di sentimento estetico come vorresti tu ch’essa amasse il bello nelle sue manifestazioni?

– Eppure se c’è un’esposizione di quadri e di statue vi accorre…!

– Il popolo no, non se ne cura. La statistica della affluenza del pubblico alle esposizioni parla chiaro. In ogni modo anche i pochi che ci vanno non vi sono attirati dal bisogno di ammirare il bello, ma dalla curiosità di veder nei quadri dei fatti interessanti, allegri o pietosi. Il quadro sarà pessimo come arte, ma rappresenterà qualche fatto ben volgare, ben chiaro, che squadri al popolo? Sarà il prediletto da lui. Esso non s’accorgerà che artisticamente parlando il quadro è uno sgorbio, un abbominio. Il popolo non monta verso l’arte se non quando l’arte discende giù fino al volgo. E il naturalismo stesso, l’impressionalismo, di cui tu mio caro Enrico, ti dichiari seguace e cultore, non è forse l’arte che abdica in favore dei grossi istinti del volgo?

Tratto da:“Nanà a Milano” di Cletto Arrighi.

 

 

Dietro questa firma si cela anagrammato il nome dell’avvocato Carlo Righetti: giornalista, politico e scrittore italiano (1828-1906) che introdusse per primo la definizione  scapigliatura in un romanzo facendo diffondere nell’uso comune questo termine.

Ideale Monari, Pittore

La moglie Marisa, socia della Famiglia Artistica, lo descrive così:

“ Ideale è stato un pittore semplice. Provava piacere a dipingere, trasferendo sulle tele le sensazioni che interiormente sentiva, ed era felice quando queste opere venivano scelte da persone – fino ad allora sconosciute – che in quel momento lo apprezzavano, mostrando di provare le sue stesse emozioni. Attraverso quelle opere appese alle pareti di tante case, il suo ricordo resterà per sempre vivo. ”

Il Critico d’Arte Mario Portalupi scrisse di Monari in occasione di una sua Mostra Personale, del marzo 1970, presso la Bottega d’Arte “Sant’Ambroeus” (aggregata all’Accademia Gentilmente Populorum Progressio) in via Nirone a Milano. Nella sua Presentazione si legge: “ Al pittore Ideale Monari il mondo che normalmente dà materia (ossia contenuto) alla pittura figurativa pronunciata, non rifiuta, tematicamente parlando, nulla. Ciò vuol dire che il Monari può benissimo dipingere una natura morta, un paesaggio, una figura umana avendone la capacità sia disegnativa – che mi pare degna di rispetto – sia coloristica, con quei suoi colori intonatamente verdagni, che paiono oltretutto inpatinare il quadro, come certe statue di bronzo esposte da tempo all’azione degli agenti atmosferici. Nei dipinti di questo comunicativo artista ho notato che la intonazione dianzi detta diffonde una luce nel campo del quadro un po’ romantica, un po’ al Claire de Lune che dona alle cose, alle figure umane, […] una sorta di mantello leggero differenziante quelle scene di realtà interpretata, da quella che è la realtà quotidiana. Trattasi anzi d’una realtà disimpegnata dalla materialità diciamo fisica degli esseri e delle cose, in quanto dipinta e in quanto passata prima traverso il filtro dell’animo del pittore; vista, in una parola, con l’occhio di chi ricrea guardingo il soggetto nella sua immagine deposta in tela. “

La Rivista “Artecultura” del marzo 1988 pubblicò un articolo in suo ricordo a firma di Giuseppe Martucci. Vi si legge, tra l’altro:

“ un’esemplare umiltà di uomo e di pittore e serenissima presenza dei più conosciuti sodalizi artistici e culturali milanesi, si spento è improvvisamente lo scorso 25 gennaio 1988. Affezionato abbonato della rivista, Artecultura lo ricorda a quanti lo conobbero e lo stimarono per la sua rettitudine umana e creativa.

[…] Spirito di natura indipendente, familiarizzava con quanti esprimessero un comportamento di semplicità. La condizione di purezza nella quale i germinava anche la sua rappresentazione pittorica. L’opera dipinta in tensioni paesistiche spontanee: fatte di profonde campagne lombarde e di marine, di cavalli in libertà e di compositi nudi. La manifestazione che aveva interessato noti critici, la stampa quotidiana e quella periodica, ad una matrice pittorica che distribuiva l’immagine in ampie vedute di drammatici orizzonti. La sensibilità lirico figurativa che faceva scrivere ad un Marino Portalupi di “ … colori verdagni… passati prima per il filtro dell’animo del pittore… “. Sì. Proprio una pittura di stato d’animo conseguita con il tocco corretto del garbo accademico esteriore in armonia di spiritualità disinteressata. Così la pittura di Monari: un ordinato giardino del suo animo, dove l’humus creativo alimenta solo l’immagine sentita come tensione semplificata di libertà, che crea per impegno artistico di scrupolosa coscienza. La motivazione per la quale Artecultura ricorda Ideale Monari ai Gruppi Artistici e Culturali in seno ai quali è stato e resta una figura di Pittore esemplare, […] è affinché il suo insegnamento sia un seme generoso di continuità umana e creativa in ognuno di noi. “

1815-1915 Cento anni di scultura a Milano

La Famiglia Artistica Milanese caratterizza il panorama culturale milanese ed internazionale dal lontano 1873. In questa Mostra, nel cui Comitato scientifico figura anche il nostro Niccolò D’Agati, sono rappresentati diversi Artisti proprio della Famiglia Artistica. Che aggiungere? Visitatela, è allestita in via Palestro, 16 alla Galleria di Arte Moderna. Nel cuore di Milano.

Carlo Bozzi «Aneddoti e ricordi di artisti del mio tempo»

Vi presentiamo il bellissimo libro di Paol  Saltarel  Bozzi Granville dal titolo: Carlo Bozzi. «Aneddoti e ricordi di artisti del mio tempo».
paolo-saltarel-libroIn una vecchia cassapanca regalata da Giovanni Segantini a Carlo Bozzi, rimasta dimenticata per più di un secolo, vengono ritrovati i preziosi documenti, lasciati dal grande critico d’arte, che narrano piccoli e grandi eventi di quegli anni. Descrizioni vivide e piene di carattere degli artisti del periodo, quasi tutti – ovviamente – della Famiglia Artistica Milanese. A questa scoperta i due autori reagiscono nel modo più bello: catalogando e ricostruendo il racconto che Carlo ha tramandato con tanto amore e che ora vede la luce in un’opera che rende orgogliosi tutti i Soci della Famiglia.

Ancora più orgogliosi perché i due autori, oltra a pubblicare i fatti hanno espresso la volontà di divenire essi stessi membri effettivi della Famiglia Artistica!

Su Google Libri potete avere ulteriori informazioni per acquistarlo. Buona lettura.

Antonio Tonelli, pittore

Raccontare Antonio Tonelli con l’uso delle sole parole è riduttivo. Basta navigare fra le molteplici pagine del suo sito internet per rendersene conto.

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Girasole
2009, Acrilico su masonite
cm. 30 x 21

Ecco come inizia la sua Biografia: “Antonio Tonelli, nato a Milano il 27 aprile 1934 da genitori di origini pontremolesi, si forma nell’ambiente milanese iniziando a frequentare sin dagli anni Cinquanta alcuni importanti pittori e critici d’arte. Comincia a esporre in mostre collettive all’inizio degli anni Sessanta ed allestisce la sua prima personale nel 1971 alla Galleria Pater di Milano, presentato da Gino Traversi.

Nel 1972 viene introdotto da Mario De Micheli alla Galleria Ciovasso, dove si è formato un gruppo di artisti fra cui Gabriele Mucchi, Aurelio C., Luigi Biffi, Remo Pasetto, Pippo Spinoccia, Mirko Gualerzi e altri operanti all’interno del periodo storico denominato “realismo critico-oggettivo”.

Negli anni Settanta la sua pittura si volge all’impegno sociale, alle problematiche dell’emigrazione, a quelle del lavoro nelle fabbriche e al sindacato. Seguono vari cicli pittorici…”; ed ecco come termina la descrizione delle sue innumerevoli attività che lo hanno visto protagonista di oltre mezzo secolo di cultura italiana: “dal 2004 l’artista svolge la funzione di consigliere e successivamente di direttore artistico dell’UCAI di Milano, carica che rivestirà fino al 2007.

Dal 2005 al 2006 opera nell’ambito della Famiglia Artistica Milanese, per la quale organizza sette mostre antologiche di importanti artisti italiani, e dal 2011 ad oggi fa parte nuovamente della Commissione Artistica della Famiglia. Antonio Tonelli vive e opera prevalentemente a Milano.”

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Omaggio a Van Gogh
1995, Olio su masonite
cm. 140 x 118

Noi della Famiglia Artistica, diciamocelo con una punta d’orgoglio, abbiamo la gioia e la fortuna di averlo come compagno di viaggio. E’ un piacere discutere con lui delle programmazioni culturali che, anno dopo anno, caratterizzano il nostro incedere ed incidere nel mondo del sociale e dell’arte. Anche per il 2017 abbiamo in serbo una bella serie di attività, non ultima una campagna di apertura a nuovi artisti che, con le loro personalità e la loro passione, hanno portato avanti l’idea di volersi associare alla Famiglia Artistica ed a cui, in via sperimentale, abbiamo offerto delle piccole ma sincere Borse di Studio per permettere loro di unirsi a noi in un momento socio economico così fragile per tutti, a maggior ragione per i talenti emergenti.

Quanto conta l’arte nella nostra vita?

La nostra amica Giovanna Franzin è lieta di invitarvi alla presentazione del suo saggio
“Quanto conta l’arte nella nostra vita?”
G. FRANZIN- locandina Biblioteca Tortona
Presso la

BIBLIOTECA CIVICA “Tommaso De Ocheda”
Via Ammiraglio Mirabello 1 – TORTONA

Venerdì 31 marzo 2017 – Ore 17.30