Carlo Bozzi «Aneddoti e ricordi di artisti del mio tempo»

Vi presentiamo il bellissimo libro di Paol  Saltarel  Bozzi Granville dal titolo: Carlo Bozzi. «Aneddoti e ricordi di artisti del mio tempo».
paolo-saltarel-libroIn una vecchia cassapanca regalata da Giovanni Segantini a Carlo Bozzi, rimasta dimenticata per più di un secolo, vengono ritrovati i preziosi documenti, lasciati dal grande critico d’arte, che narrano piccoli e grandi eventi di quegli anni. Descrizioni vivide e piene di carattere degli artisti del periodo, quasi tutti – ovviamente – della Famiglia Artistica Milanese. A questa scoperta i due autori reagiscono nel modo più bello: catalogando e ricostruendo il racconto che Carlo ha tramandato con tanto amore e che ora vede la luce in un’opera che rende orgogliosi tutti i Soci della Famiglia.

Ancora più orgogliosi perché i due autori, oltra a pubblicare i fatti hanno espresso la volontà di divenire essi stessi membri effettivi della Famiglia Artistica!

Su Google Libri potete avere ulteriori informazioni per acquistarlo. Buona lettura.

Antonio Tonelli, pittore

Raccontare Antonio Tonelli con l’uso delle sole parole è riduttivo. Basta navigare fra le molteplici pagine del suo sito internet per rendersene conto.

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Girasole
2009, Acrilico su masonite
cm. 30 x 21

Ecco come inizia la sua Biografia: “Antonio Tonelli, nato a Milano il 27 aprile 1934 da genitori di origini pontremolesi, si forma nell’ambiente milanese iniziando a frequentare sin dagli anni Cinquanta alcuni importanti pittori e critici d’arte. Comincia a esporre in mostre collettive all’inizio degli anni Sessanta ed allestisce la sua prima personale nel 1971 alla Galleria Pater di Milano, presentato da Gino Traversi.

Nel 1972 viene introdotto da Mario De Micheli alla Galleria Ciovasso, dove si è formato un gruppo di artisti fra cui Gabriele Mucchi, Aurelio C., Luigi Biffi, Remo Pasetto, Pippo Spinoccia, Mirko Gualerzi e altri operanti all’interno del periodo storico denominato “realismo critico-oggettivo”.

Negli anni Settanta la sua pittura si volge all’impegno sociale, alle problematiche dell’emigrazione, a quelle del lavoro nelle fabbriche e al sindacato. Seguono vari cicli pittorici…”; ed ecco come termina la descrizione delle sue innumerevoli attività che lo hanno visto protagonista di oltre mezzo secolo di cultura italiana: “dal 2004 l’artista svolge la funzione di consigliere e successivamente di direttore artistico dell’UCAI di Milano, carica che rivestirà fino al 2007.

Dal 2005 al 2006 opera nell’ambito della Famiglia Artistica Milanese, per la quale organizza sette mostre antologiche di importanti artisti italiani, e dal 2011 ad oggi fa parte nuovamente della Commissione Artistica della Famiglia. Antonio Tonelli vive e opera prevalentemente a Milano.”

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Omaggio a Van Gogh
1995, Olio su masonite
cm. 140 x 118

Noi della Famiglia Artistica, diciamocelo con una punta d’orgoglio, abbiamo la gioia e la fortuna di averlo come compagno di viaggio. E’ un piacere discutere con lui delle programmazioni culturali che, anno dopo anno, caratterizzano il nostro incedere ed incidere nel mondo del sociale e dell’arte. Anche per il 2017 abbiamo in serbo una bella serie di attività, non ultima una campagna di apertura a nuovi artisti che, con le loro personalità e la loro passione, hanno portato avanti l’idea di volersi associare alla Famiglia Artistica ed a cui, in via sperimentale, abbiamo offerto delle piccole ma sincere Borse di Studio per permettere loro di unirsi a noi in un momento socio economico così fragile per tutti, a maggior ragione per i talenti emergenti.

Quanto conta l’arte nella nostra vita?

La nostra amica Giovanna Franzin è lieta di invitarvi alla presentazione del suo saggio
“Quanto conta l’arte nella nostra vita?”
G. FRANZIN- locandina Biblioteca Tortona
Presso la

BIBLIOTECA CIVICA “Tommaso De Ocheda”
Via Ammiraglio Mirabello 1 – TORTONA

Venerdì 31 marzo 2017 – Ore 17.30

Vito Melotto, uno di noi

Noi della Famiglia Artistica sia così. Conviviali e gioiosi, ma sempre seri quando si parla di professionalità ed arte. Non si scherza su queste cose, semmai si usano per scherzare… come ci insegna la nostra ricchissima storia. Il Maestro Melotto è uno di noi, milanese di fatto. Come tantissimi artisti ha portato e porta con la sua presenza un valore aggiunto, il sapore e la cultura della sua terra che si sono amalgamati con la Madonnina, con la milanesità intesa come capacità di integrazione e di internazionalizzazione della cultura. Messaggio poliedrico e composito, mai noioso.

Melotto è nato a Zimella (Verona) nel 1928. Ha compiuto gli studi artistici all’Accademia Cignaroli di Verona ed ha conseguito la Maturità artistica all’Accademia di Belle Arti e Liceo Artistico di Venezia.

_dsc0032Nel 1952 si trasferisce a Milano, dove tuttora risiede. Al 1960 risale la prima mostra personale alla Galleria Schettini; nel 1967, sempre a Milano, espone alla Galleria Vinciana, e a Reggio Emilia, nel Palazzo del Capitano del Popolo; nel ’68 a Vicenza, presso la casa del Palladio. Successivamente vanno ricordate, in particolare, le numerose mostre personali e collettive alla galleria milanese “Ponte Rosso” dal 1975 e le mostre personali nel 1981 e nel 1996 a Casalpusterlengo (Torre Pusterla); nel 1991 presso l’Università Bocconi di Milano; nel 2002 al Centro Culturale San Cristoforo Sala Espositiva Bipielle City di Lodi. Numerosi gli inviti a concorsi a premio e a importanti collettive in diverse città, quali il Premio Campione d’Italia; Premio Cadorago Lario; Premio Suzzara; Premio Città di Marsala.
Ha partecipato anche alle mostre sociali “artisti della Permanente” di Milano del 2001; “Il Convito della Bellezza” a Potenza e Loreto, sempre nel 2001; “Arte per la vita”, all’Arsenale di Verona nel 2005; “Arte Sacra” in San Simpliciano e San Satiro a Milano; “In Cristo la salvezza dell’uomo”, Chiesa di San Cristoforo di Lodi; “I segni dell’evento”, Palazzo Comunale di Cremona; “Rassegna nazionale di Arte contemporanea” a Novoli (Le), nel 2006; “34 artisti della Permanente di Milano” in mostra a Garbagnate Milanese, nel 2009; “Sguardi al femminile, visioni di innocenza e seduzione nell’arte del 900 italiano” al Palazzo Imperiale di Innsbruck e a Racconigi (Cn), Castello Reale, nel 2009; “Il Volto di Cristo”, Centro Culturale d’Arte “La Canonica”, Novara, 2010..

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Sue opere si trovano in vari musei e collezioni private in Italia e all’estero.
E’ presente alla Galleria d’Arte Moderna Santa Maria degli Angeli ad Assisi; al Museo di Viterbo; alla Fondazione Don Tonino Bello, Comune di Alessano (Le); alla Pinacoteca Comunale d’Arte Contemporanea Comune di Ruffano (Le); alla Raccolta Lamberti di Codogno (Lo); alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza.
Fra i critici d’arte che di lui hanno scritto in molteplici occasioni: A. Coccia, M. Lepore, D.Villani, M. Ghilardi, C. Munari, R. De Grada, C. Franza, O. Consonni, F. De Faveri, E. Fabiani, D. Cara, M. Corradini, R. Bossaglia.

Del resto è uno di noi. Uno della Famiglia Artistica Milanese. E non è un caso!

 

Insieme cantando, a Forlì

Sabato 25 febbraio 2017 presso la Chiesa di San Giacomo in Musei San Domenico, piazza Guido da Montefeltro Forlì, si è tenuta la manifestazione conclusiva di  “Insieme cantando”.
“Il canto lirico entra nelle scuole elementari” è il sottotitolo del Progetto organizzato da istituto “D. Fabbri“ di via  Giorgina Saffi 12 – Forlì.
 

MuseoCity Milano

MuseoCity Milano 03-05 Marzo 2017

Conferenza stampa di MuseoCity

giovedì 23 febbraio ore 11.30, Palazzo Reale


L’iniziativa promossa dal Comune di Milano e dall’Associazione MuseoCity intende mettere in luce la grande realtà del patrimonio museale della città.

Sarà un complesso di eventi diffusi e molteplici che coinvolgono il mondo dei Musei, ne valorizzano la funzione culturale e favoriscono la conoscenza del loro straordinario patrimonio, offrendo alla città un nuovo, inaspettato ventaglio di tesori.

Milano, come un grande Museo a cielo aperto, vivrà per tre giorni il suo patrimonio artistico e storico in tutta la sua pienezza e beltà, grazie al coinvolgimento di oltre 70 tra musei d’arte, di storia, musei scientifici, case museo, case d’artista e musei d’impresa, diffusi su tutto il territorio cittadino.

Le differenti e sparse iniziative troveranno il loro comune punto di incontro e centro propulsore nelle nove Cariatidi di Palazzo Reale,  che avranno in serbo una sorpresa per tutti.

L’adesione di molti luoghi d’arte, compreso il nostro, alla mostra dal titolo “Museo Segreto”, che caratterizza in modo particolare la rassegna di quest’anno.

Il percorso Attraversa Milano con quindici personaggi che ci hanno vissuto, a cura del nostro network “Storie Milanesi”, per cui noi avremmo in esposizione un quadro prestato dallo Spazio Tadini, di Emilio Tadini, che di Alik Cavaliere è stato un importante compagno di strada nell’arte e nella vita.

Centro Artistico Alik Cavaliere 

Via Edmondo de Amicis, 17 Milano

Flavia Scabini: Arte-Fatti miei

Già in passato in queste pagine si è parlato della dicotomia tecnica ed arte.

La parola latina corrispondente a techne è ars, dalla quale deriva «arte», un termine che nel passato è stato riferito all’abilità pratica, alla capacità di realizzare opere materiali che accomuna artigiani, architetti, costruttori di macchine o meccanici, pittori e scultori. Modernamente la parola arte si riserva alla realizzazione di opere di valore estetico guidate non solo da abilità pratica ma soprattutto dall’ispirazione “artistica”. E di questo vi voglio parlare ancora perché ho avuto il piacere di conoscere una ragazza che con i suoi Arte-Fatti ben riassume in se la dicotomia di cui ho appena accennato. 

Flavia Scabini si racconta così:

…parliamo di cose belle, parliamo d’arte e del “fare arte”… mi piace considerare l’arte in tutte le sue sfaccettature come un luogo di evasione fisica e mentale. Ritrovo nell’arte pace, serenità e soprattutto un momento di introspezione… un luogo-non luogo libero dalle infrastrutture quali esse siano. Ho studiato incisione all’Accademia di Belle Arti di Brera e la mia tesi verteva sul concetto di considerare l’opera d’arte come indagine nel luogo interiore, ovvero il ritrovarsi all’interno di un luogo ancora inesplorato o troppo sommerso dalla routine quotidiana.

E poi prosegue:

​Il mio non luogo lo vivo negli abissi, nella non-materia che è l’acqua e l’oscurità, calandomi all’interno delle mie matrici, compiendo gesti talvolta grevi, decisi e molto neri, talvolta gentilmente sottili tesi all’infinito, indago il mondo sotto-marino che allegoricamente coincide con la mia visione di inconscio.

Un’analisi introspettiva che coinvolge anche chi la ascolta, con quel suo garbo e quel modo sincero di porsi al prossimo.  Non potevo esimermi dall’approfondire la sua conoscenza.  Ed allora mi sono perso nel guardare, toccare, posizionare i suoi lavori e le ho chiesto di continuare nella sua presentazione. 

​Il punto di partenza di ogni mio progetto sia su carta che su stoffa riflette sull’elemento acqua, perché oltre ad essere sostanza di vitale importanza offre suggestionanti possibilità di immaginazione data la sua in-consistenza infinita.

L’acqua è un luogo in cui perdersi, immergersi, lasciarsi andare alle emozioni più recondite nel gorgo profondo e buio dell’inconscio, nei mondi sotterranei degli abissi più scuri.

Dagli abissi emerge la mia ricerca volta a sprigionare, attraverso i segni e ai gesti, un’esperienza artistica che trova nell’incisione calcografica e xilografica sorpresa in ogni realizzazione.

In questo periodo ho focalizzato il mio lavoro artistico sulla stampa di matrici xilografiche su stoffe, cercando di realizzare pezzi di arredo non usuali rispettando la mia concezione di “fare arte”.

​Cerco stoffe pregiate ma molto spesso di recupero, confeziono tutto in casa artigianal-mente, con l’aiuto di mia mamma (bravissima sarta amatoriale) per le rifiniture più complesse, ed ogni volta rispetto un progetto che nella sua resa mi sorprende ed emoziona.

Pur non essendo un’opera incorniciata, anche questo per me è arte.