Votazioni a Milano

La piccola città

«Elettor di Lombardia
oggi l’urna è il nostro altar:
non fermiamoci per via
affrettiamoci a votart
»

Il lettore sensibile ai valori poetici torcerà il naso davanti a questa quartina che sembra uscita pari pari da un libretto di Francesco Piave, e, sotto questo aspetto, non avrebbe torto; il torto sarebbe semmai quello di dimenticare che gli sciagurati versi comparsi sul Pungolo del 14 gennaio 1860 rappresentano il primo manifesto col quale si invitano i Milanesi a compiere il loro dovere civico di elettori.
Difatti il mattino successivo nei sei mandamenti in cui la città è divisa (San Tommaso, San Marco, San Gottardo, Sant’Alessandro, San Satiro e S. Carlo) si aprono le sezioni elettorali. Quindici per l’esattezza.
I consiglieri da eleggere sono 60, i candidati assommano a 240 e 10348 sono gli elettori. Non molti per una città di 184.000 abitanti. Tanti sono infatti quelli contenuti nella cerchia dei bastioni oltre la quale vi è la fascia dei cosiddetti Corpi Santi che costituiscono un comune a parte. Ma ai sensi della legge elettorale dell’ottobre 1859 sono considerati elettori coloro che pagano annualmente un contributo di 25 o più lire per le imposte dirette. E nel gennaio del 1860 gli aventi diritto a compiere questa funzione democratica sono proprio quelli che abbiamo detto. Se si considera che circa 3000 di questi cittadini di serie A appartengono ai dieci circoli elettorali che hanno accolto l’invito della Società del Giardino! «el casin di andeghée», secondo l’antica definizione del Porta che sottolinea lo spirito tuttora aristocratico borghese del sodalizio, e sono giunti a concordare una lista unica, i pronostici non risultano difficili.
Di quella decina di migliaia solo quattromila «si affrettano a votar» e i pronostici della vigilia si avverano puntualmente. La “Milano che conta”, e corrisponde a circa al due per cento della popolazione, elegge i suoi amministratori. Primo eletto il nobile Luigi De Cristoforis con 3459 voti, ultimo eletto il nobile Francesco Vitali con 3435 suffragi.

fonte: “Gli anni della Scapigliatura”, Strenna dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini, 1976 – Milano