L’antitesi, ossia l’anima dell’ispirazione di Arrigo Boito

Anima dell’ispirazione boitiana è l’antitesi; l’opera che maggiormente rappresenta questa tendenza è il Libro dei versi, composta da Boito nel 1864:  si apre con la poesia Dualismo, manifesto della poetica scapigliata.

In questa lirica, pubblicata per la prima volta nel “Figaro” di Milano del 18 febbraio 1864, Boito confessa di ritrovarsi la risultante di un dualismo interiore senza possibilità di risoluzione, un’antitesi vivente; e si può dire che tutto il Libro dei versi s’intoni allo stato d’animo rivelato da tale confessione. Lo schema stroco della poesia ha dei precedenti letterari precisi nella poetica di Metastasio, ripresi poi anche da Palazzeschi; attraverso il settenario, metro adottato nella poesia, Boito traduce l’impulso misticheggiante, e lo  schema stroco che si ripete si conclude con una rima tronca che chiude tutta la strofa. La scelta della metrica chiusa crea un circolo di complicità tra scrittore e lettore; Boito non si sta denendo ma travestendo, sta scegliendo delle gure. Il dualismo non si crea solo
attraverso la contrapposizione delle gure, ma nella scissione interna ad ogni gura; non è solo l’io del poeta che si traveste, ma ogni gura.
E’ un gioco musicale, non intellettuale; la visione dualistica del mondo comporta l’esistenza di due canti, due pianti, due modi diversi di concepire la realtà, e si pone in evidenza un elemento che in Baudelaire non sarebbe mai apparso, il ghigno satanico. L’intenzione di Boito non era quella di dissacrare la cultura letteraria precedente, ma di offrire il suo bagaglio culturale al servizio del piacere letterario, del divertimento. La contrapposizione fra arte eterea e arte reproba induce Boito a seguire falsi obiettivi, dal momento che l’arte ricercata dagli scapigliati è quella che mente al vero, che si riette negli aspetti meschini e ripugnanti della realtà.
Il senso della poesia si rivela nei versi finali:

Questa è la vita! l’ebete
Vita che c’innamora,
Lenta che pare un secolo,
Breve che pare un’ora;
Un agitarsi alterno
Fra paradiso e inferno
Che non s’accheta più!

fonte: Tesi di Laurea di Angela Franco

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...