Gli ultimi coriandoli

Gli artisti che si è soliti connotare con il termine scapigliati mossero all’attacco dei miti e delle regole costituite, nel clima di una Milano che recitava, nella seconda metà dell’Ottocento,   la parte di capitale economica d’Italia e di grande metropoli.

Gli ultimi coriandoli

Cletto Arrighi, pseudonimo di Carlo Righetti (Milano, 1828-1906), giornalista, politico e scrittore italiano. Amico di Tranquillo Cremona, il noto pittore,  fu il primo ad utilizzare il termine “scapigliatura” nel romanzo “Gli ultimi coriandoli” (1857), fornendo poi il titolo al romanzo successivo, “La scapigliatura e il 6 febbraio” (1862).

Ecco il brano in questione:

– E’ vero, tu parti domani
– Ti rincresce?
– Oh puoi crederlo; ma spero che per domenica sarai di ritorno.
– Sabbato sera anzi, se pure il mio compagno di viaggio me lo permetterà. Egli va in cerca di una nevicata da quattro anni e non l’ha mai potuta trovare di suo genio.
– E spera di trovarla domani?
– Gli han detto che in Brianza è venuta molta neve l’altro jeri.
– Un compagno di viaggio! – ripetè Ismene – Lo conosco io?
– No mia cara gli è un disperato, sempre al verde; non te lo presenterei per tutto l’oro del mondo; è il re della scapigliatura artistica di Milano.
E non aggiunse altro.

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