Caffè dell’Accademia, piazza della Scala

caffè dell'Accademia

Questo caffè sorse ai primi dell’800 in contrada Santa Margherita al numero 1134, all’angolo con la contrada del Marino e, secondo Sandro Piantanida “doveva probabilmente il suo nome all’aspirazione di divenire il caffè frequentato dai soci dell’Accademia dei Filodrammatici che sorgeva a pochi passi”.
Fu frequentato, nelle diverse epoche, da artisti e scrittori quali Tranquillo Cremona, Carlo Dossi, Primo Levi (1853-1917), Dario Papa, Luigi Perelli, Emilio Praga, Daniele Ranzoni,
Giuseppe Rovani e persino Stendhal, durante il suo lungo soggiomo milanese. Fu da questo caffè che nel 1873 un gruppo d‘artisti fondò il sodalizio della Famiglia Artistica.
Nel febbraio 1884, l’allora proprietario del Caffè dell’Accademia Carlo Colombo decise di dotare il locale  dell’illuminazione a luce elettrica sistema Edison, forse già utilizzata fin dal dicembre 1883 per illuminare un salotto del medesimo caffè.
Il Caffè delI‘Accademia e lo stabile che l’ospitava, insieme al vicino Palazzo Brambilla, furono demoliti nel 1919. Al loro posto, Luca Beltrami eresse per conto della Banca Commerciale Italiana, tra il 1923 e il 1927, un secondo palazzo – dopo quello fatto costruire tra il 1906 e il 1911 – che, ceduto al Comune nel 1938, è oggi sede della Ragioneria Municipale.

Fonte: “Milano si accende: Quando la luce elettrica illuminò i sogni degli italiani”, di Andrea Colombo

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