Ambrogio, Patrono di Milano

Sant’Ambrogio è il Patrono della città di Milano insieme con San Carlo Borromeo e San Galdino. E’ considerato una delle personalità più eminenti della Chiesa cattolica tant’è che è annoverato tra i massimi Dottori della Chiesa insieme a San Girolamo, Sant’Agostino e San Gregorio I Papa.

Nacque intorno all’anno 340 da nobile famiglia romana cristiana nella città di Treviri, oggi in Germania, ai confini con il Lussemburgo, ove il padre era un alto funzionario.
Nel 370 giunse a Milano dalla Pannonia (attuale Ungheria) come Governatore della Provincia Emilia-Liguria. E’ noto come egli, proprio in qualità di Governatore garante dell’ordine pubblico, si fosse recato nel luogo ove stava avvenendo la discussione sulla successione al Vescovo eretico (ariano) Aussenzio.
Lo storico Sozomeno attesta: “Morto Aussenzio, la folla si trovava in grande contrasto, poiché non riuscivano ad accordarsi su di una medesima persona che dovesse esercitare il ministero episcopale della Chiesa di Milano. La città stessa correva un grave pericolo! […] Ambrogio, temendo l’agitazione del popolo, entrò in chiesa ed esortò la folla a desistere dalla contesa, richiamando loro le leggi, la concordia ed i beni che provengono dalla pace.” Ambrogio parlò così bene che, ad un certo momento, un bambino dalla folla cominciò a gridare: “Ambrogio Vescovo, Ambrogio Vescovo”. In un attimo tutti gridavano: “Ambrogio Vescovo!”.
Ambrogio fu scelto perchè ritenuto unico possibile garante di un equilibrio, di un’armonia e di una pace che si voleva costruire di nuovo nella città.
Venne acclamato Vescovo di Milano prima ancora di essere battezzato, ricevendo poi la consacrazione il 7 dicembre del 374.
Amato dalla popolazione per il suo carattere forte e per il suo senso della giustizia, combattè il paganesimo dilagante e l’eresia ariana, acquisendo una crescente autorità all’interno dell’impero: s’affermò con lui l’ideale della humilitas dell’imperatore di fronte a Dio ed ai suoi Vescovi.
La sua presenza religiosa è stata caratterizzata, fra l’altro, dall’aver unificato la liturgia (oggi definita rito ambrosiano), aver dato grande impulso al monachesimo ed aver composto diversi inni per voci miste. La sua grandezza politica Ambrogio la dimostrò nel coraggio con cui seppe opporsi al potere temporale degli imperatori, costringendo Teodosio a dichiarare il Cristianesimo religione di Stato.
Fece donazione dei suoi beni alla Chiesa milanese e non esitò a far fondere i gioielli del Tesoro ecclesiastico per riscattare la vita dei prigionieri cristiani caduti nelle mani dei “barbari”.
Ambrogio morì a Milano nel 397 lasciando a suo successore Simpliciano.

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