Famiglia Artistica e Istituto Ortopedico Gaetano Pini: un sodalizio antico

Forse nessuno poteva immaginare una storia così affascinante e ricca di carisma nel panorama culturale internazionale come quella che si andò via via delineando in una rigida sera di un tipico inverno milanese di due secoli fa.
Il 13 gennaio 1873 al primo piano del caffè dell’Accademia, in piazza della Scala, Vespasiano Bignami, in nome di un’idea ironica dell’arte, fondò la Famiglia Artistica Milanese. Formalmente l’atto costitutivo risale al 14 gennaio 1873 ed era stato sottoscritto dai cinque fondatori che erano, Vespasiano Bignami (Cremona 1841, Milano 1929), Luigi Borgomainerio (Como, 1834 – Rio de Janeiro, 1876), Francesco Barzaghi (Milano 1839, 1892), Francesco Didioni (Milano 1839, Stresa 1895) e Francesco Fontana; l’atto portava in calce anche l’adesione di ulteriori centodieci artisti firmatari dell’iniziativa.
Vespasiano Bignami (Cremona 1841, Milano 1929), fu uno degli artisti più versatili della scapigliatura, animatore instancabile della vita artistica milanese tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900: pittore ed apprezzato ritrattista, violinista e direttore d’orchestra, critico d’arte e insegnante all’Accademia di Brera. Viveva in un contesto culturale, sociale, artistico ed umano in pieno fervore.
La sua idea di istituire un sodalizio fra i più attivi artisti che gravitavano nell’orbita milanese alla ricerca di fama e notorietà venne preannunciata dallo stesso Bignami nell’inverno del 1872, quando invitò attorno a sè molti degli «scapigliati», in una riunione tenutasi, fra il serio e il faceto, in quella località di Milano che, dopo quell’incontro, si chiamò Montemerlo. Ecco cosa scrisse in proposito: “Quando nel 1872 abbiamo battezzato questa località con nomignolo che tuttora la distingue eravamo ben lontani da supporre che sarebbe durato al di là di quella settimana. Monte: per metter in burla le alture milanesi; Merlo: perché tale era il cognome del celebre caffettiere che ci aveva concesso l’uso temporaneo del suo Caffe. Niente di più semplice.., niente di più grullo.”
Da allora i più grandi artisti hanno lasciato il segno della loro creatività grazie anche al ruolo svolto nella cultura cittadina, nazionale ed internazionale proprio dalla Famiglia Artistica Milanese.
In occasione del centenario della fondazione, un’altra prestigiosa istituzione milanese l’Istituto Ortopedico Gaetano Pini ha dedicato all’evento il volume della Strenna natalizia del 1972.
Cesare Augusto Carnazzi, presidente del nobile sodalizio in quegli anni, scrisse nella nota introduttiva dell’opera: “L’istituto Ortopedico Gaetano Pini pubblica, ogni anno, per tradizione, che trova le sue origini nel secolo scorso, una «Strenna» che rispetta, sempre, nell’argomento del testo, nella serietà e preparazione dei suoi compilatori, nella veste editoriale, una linea, ormai inconfondibile, di valori umanistici, storici ed artistici, tale da rendere i volumi opere di biblioteca, ricercate ed apprezzate dai bibliofili e dai critici. Anche quest’anno il «Gaetano Pini» ha voluto essere fedele alla sua consacrata tradizione ed ha indirizzata la sua scelta su un tema particolarmente sentito a Milano: il centenario della Famiglia Artistica Milanese che cade nel gennaio del prossimo anno.”
In effetti si tratta davvero di un volume completo ed al tempo stesso affascinante, come affascinante è il legame che ha sempre empaticamente legato alla città ed ai milanesi le due prestigiose istituzioni. A proposito l’anno venturo sarà l’Istituto Ortopedico Gaetano Pini a festeggiare i propri 140 anni di storia. Anzi di fatto ha già iniziato aderendo al Progetto congiunto “La cultura del fare bene. Con Arte.”

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