L’Indisposizione di Belle Arti del 1881 in via San Primo

La Facciata dell'Indisposizione delle Belle Arti

1881 - Pieno clima scapigliato, la Famiglia Artistica colpisce ancora

Milano ha avuto, nella propria storia, momenti eccelsi e momenti di scarsa gloria.
Il 1881 fu un anno eccelso.
Milano ospitava, nel maggio di quell’anno, l’Esposizione nazionale dell’industria e delle belle arti. Tutte le industrie italiane si diedero da fare e mandarono i loro campionari nei padiglioni allestiti ai Giardini Pubblici, mentre un’esposizione dedicata alle Belle Arti si teneva nel palazzo del Senato.
Erano anni di fermento artistico e sociale.

Adolf Hohenstein, vero pioniere del manifesto e prototipo del moderno art director, era in città da un paio d’anni, essendovi giunto nel 1879; a lui fu affidato dalla Famiglia Artistica Milanese l’incarico di realizzare il Manifesto per la «Indisposizione di Belle Arti», mostra-sberleffo della Scapigliatura, parodia brillante dell’Esposizione ufficiale e che ebbe un successo inaspettato e straordinario. Il Manifesto uscì senza firma, ma fu autenticato grazie ad un suo antico compagno di lavoro alla Casa Ricordi, Vespasiano Bignami (ossia proprio dal fondatore della Famiglia Artistica). L’Indisposizione fu allestita in via San Primo, nella ex casa di Pompeo Marchesi.

Ecco cosa si ricorda dell’evvenimento grazie alla cronaca redatta da Chirtani:
“Codesta mostra da ridere nacque da un pensiero malinconico, espresso dal titolo, e fu ideata da quella società milanese che porta tanto bene il nome di Famiglia Artistica e che vi ricorse come a un mezzo per migliorare le proprie condizioni: auspici il Vespasiano Bignami, il Campi che fa tanto ridere a muso duro, il Mangili, ed altri dei più ameni capi scarichi della Famiglia; il progetto fu ventilato seriamente.
“Emettiamo delle azioni” – esclamò un membro della società – “Le emettono le ditte dei carri inodori che puzzan tanto, e quelle del concime del re del creato, perché non ne emetteremo anche noi?”
“Le azioni furono emesse, di lire 100, destando la ilarità di chi non crede ai miracoli dell’arte o non conosce che leve d’umorismo e che sorta di milionari esistano in quella Famiglia. Appena emesse le azioni si esitarono tutte. La base d’operazione era trovata.
“Si tennero delle sedute tempestose pel programma dell’Esposizione; il Bignami ne ha fatto un acquerello nel quale si vede il presidente che si tura le orecchie, ed i membri che fanno un caos del diavolo; il segretario incaricato del verbale tira giù moccoli dal lampadario dibattendosi come una scimmia sua una corda di ginnastica.”

E’ proprio da questo acquerello che abbiamo estratto il particolare che campeggia “in alto” del nostro spazio internet!

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