Famiglia Artistica Milanese, da Bignami a Puccini e Verdi

In questo blog stiamo cercando di raccontarvi, da un punto di vista squisitamente storico e cronologico, delle brevissime sintesi di ciò che fu e rappresentò, di come è cresciuta e di cosa rappresenta oggi, la Famiglia Artistica Milanese.

Formalmente l’atto costitutivo risale al 14 gennaio 1873 ed era stato sottoscritto dai cinque fondatori che erano, Vespasiano Bignami (Cremona 1841, Milano 1929), Luigi Borgomainerio (Como, 1834 – Rio de Janeiro, 1876), Francesco Barzaghi (Milano 1839, 1892), Francesco Didioni (Milano 1839, Stresa 1895) e Francesco Fontana; l’atto portava in calce anche l’adesione di ulteriori centodieci artisti firmatari dell’iniziativa.
In realtà, peraltro, la nascita della Famiglia Artistica Milanese, era stata preannunciata da Vespasiano Bignami quando, nell’inverno del 1872, invitò, attorno a sè, molti degli «scapigliati», in una riunione tenutasi, fra il serio e il faceto, in quella località di Milano che, dopo quell’incontro, si chiamò Montemerlo. (Ci riserviamo di riportare in questo nostro spazio comunicativo quanto disse lo stesso Vespasiano Bignami quando parlò di questa riunione e del perchè quella località fu battezzata così).

Certo è che la Famiglia Artistica, nata con il proposito di riunire, nel suo seno, ogni movimento ed ogni indirizzo d’arte, denunciò fin dall’inizio quella sua matrice originaria che fu appunto la «scapigliatura», movimento estroso e scanzonato, pronto alla contestazione ed all’innovazione ma, anche e soprattutto, deciso a salvaguardare la purezza dell’arte da false contaminazioni.
Da allora la Famiglia Artistica Milanese è stata attivamente presente a tutti i problemi dell’arte e della cultura, mai musona od intristita. Così, parallelamente alle battaglie condotte e vinte in difesa dell’arte italiana, tanto da riuscire a convincere, con il peso delle critiche dei suoi più qualificati rappresentanti, il governo dell’epoca a rimangiarsi la decisione di non intervenire all’Esposizione mondiale di Filadelfia del 1875, la Famiglia Artistica preparava e favoriva gli interventi dei suoi maggiori rappresentanti, in altre manifestazioni d’arte e di cultura dando vita ai famosi «pellegrinaggi artistici» come quello del 1873 a Bergamo dove, fra l’altro, la Famiglia Artistica diede grande impulso ed appoggio per il monumento al Piccio o attivando una scuola di nudo, a cui attingevano, con vivo entusiasmo, giovani artisti all’inizio della professione ed anche pittori e scultori già qualificati.

Presente nelle manifestazioni e nelle lotte serie ed importanti, così come anche in ogni giocondità, mentre nel 1880 affrontava, al congresso di Torino, una seria iniziativa, presentando un memoriale per discutere la legge sulla proprietà artistica, nel 1881 sapeva ritornare alla gaiezza ed alla satira con l’«Indisposizione delle belle arti». Ed era tale, nell’humour con cui si era dato vita alla «indisposizione», il carattere contestatorio, che sulla copertina della guida si leggeva «questo libro compilato durante i maggiori calori estivi, ha la proprietà di far sudare freddo».
Se il nucleo fondamentale che diede vita alla Famiglia Artistica era da ricercarsi principalmente fra gli uomini d’arte figurativa, come il Cremona, il Ranzoni il Segantini, il Gignous, il Longoni, il Morbelli, il Previati, Emilio Gola (e numerosi altri il cui nome è consacrato alla storia dell’arte italiana), col passare degli anni, quale polo di attrazione, alla Famiglia Artistica approdarono ingegni di altre arti, come Catalani e Boito, come Puccini, Leoncavallo e Moscagni, non mancando di rendere i dovuti onori al grande genio musicale di Giuseppe Verdi che, dopo il successo del «Falstaff» si recò alla Famiglia Artistica ricevuto da Giuseppe Giacosa che ne era il Presidente, per veder consacrato tale
successo nell’ambiente più qualificato del momento.
E non ci si è mai fermati. Istanza artistica dopo istanza artistica la Famiglia ha mantenuto fede alle proprie origini, si è sempre maggiormente consolidata nello spirito della città di Milano. Ha aiutato l’arte italiana ed ha stimolato i giovani talentuosi… e tanto ancora farà.

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