Il finto funerale, Tato e la fotografia futurista

Che i Futuristi fossero stravaganti è essenza stessa del loro essere, ma che arrivassero a tanto non lo potevo immaginare. Mi riferisco a Guglielmo Sansoni che, nel 1920 organizzò il proprio (finto) funerale per “morire” come Guglielmo …e rinascere come Tato il futurista!

E’ nota l’enorme utilizzazione creativa che i Futuristi fecero dell’immagine, sia in forma di fotografia che di cinema.
Riportiamo un frammento della presentazione della Mostra “Cinema e fotografia futurista”, mostra organizzata in collaborazione con la Estorick Collection di Londra e curata da Giovanni Lista, pubblicato da Rai International On Line: “…i futuristi scoprirono il potenziale espressivo dell’immagine fissa nella comprensione profonda dell’invisibile e nella rappresentazione passiva della realtà, utilizzandolo anche come auto promozione attraverso la diffusione dei propri ritratti. Depero in particolare si avvalse della fotografia superandone il tradizionale utilizzo da studio con una serie di autoritratti surreali e grotteschi, realizzati mescolando espressioni facciali ironiche e pose stravaganti. Nascono così due nuovi generi fotografici: la fotografia emblematica e la foto-performance.
Il periodo che segue la Prima Guerra Mondiale rappresenta l’apice della fotografia futurista. Ne furono i massimi artefici i […omissis] fratelli Bragaglia, ma anche alcuni temerari sperimentatori delle nuove possibilità espressive: Palladini, che approfondì l’importanza dell’uso del fotomontaggio nell’arte, Carmelich, con la sua composizione di oggetti, e molti avanguardisti che sperimentarono diffusamente il fotocollage.
Di lì a poco, nel 1929, la mostra “Film und Foto” tenutasi a Stoccarda dà a Marinetti, padre indiscusso del movimento, e a Tato la spinta finale per la formulazione di il Manifesto della Fotografia Futurista.”

Le indicazioni operative suggerite da Tato nel “suo” manifesto sono chiarissime: punti di vista particolarmente arditi, fotomontaggi (espressione che il Sansoni non ebbe ad usare, ma sottintese con differenti termini), esposizioni plurime, dilatazioni delle normali proporzioni, ecc.
Il Manifesto della Fotografia Futurista venne pubblicato, l’11 aprile 1930, sulla rivista “Il Futurismo”.

Altre date salienti della Fotografia Futurista:

1911 Fotodinamismo futurista (di A. G. Bragaglia). Saggio.
1913 Fotodinamismo futurista (di A. G. Bragaglia). Volume che tratta delle esperienze di fotodinamica.
1922 Fotocollaggio per Ballo meccanico (I. Pannaggi).
1933 Freudiana (V. Paladini). Composizione fotografica
1933 Dinamodattilografia (Bragaglia). Fotodinamica

fonte citazione: http://www.italica.rai.it/index.php?categoria=arte&scheda=futurismo

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