Mario Sironi, artista comunicatore

Nato a Sassari, il 12 maggio del 1885 da padre ingegnere, Mario Sironi è una delle figure più originali della pittura italiana ed europea del Novecento. Trascorsa la prima giovinezza a Roma, nel 1903 abbandona gli studi di ingegneria per dedicarsi completamente alla pittura.
Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti e lo studio artistico di Giacomo Balla, stringendo amicizia anche con Gino Severini e Umberto Boccioni. La sua ricerca personale è partita dall’esperienza divisionista.
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Nel 1914, trasferitosi a Milano, si avvicina al Futurismo, di cui condivise l’esperienza bellica. Nel 1915 infatti si arruola volontario nel battaglione lombardo ciclisti e automobilisti, insieme a Boccioni, Sant’Elia, Marinetti, Russolo, Carlo Erba e Funi. Alla fine della guerra rientra a Milano e si sposa.

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Collabora in veste di illustratore al Popolo d’Italia, e, proprio in questa circostanza, conosce Margherita Sarfatti, anche lei collaboratrice della rivista.

Nei primi anni venti, la sua pittura restò di tipo futurista anche se, celatamente, nel suo stile si stavano facendo già strada forme sempre più monumentali (Paesaggio urbano del 1921), tendenti al metafisico, di cui diede una personale interpretazione nelle celebri periferie.

Nel 1920 firma con Dudreville, Funi e Russolo il manifesto “Contro tutti i ritorni in pittura” che contiene alcune delle tesi che saranno poi fondamentali per la costituzione del gruppo “Novecento”, fondato nel 1922, col quale Sironi partecipa nel 1924 alla XIV Esposizione Internazionale d’arte di Venezia, presentandovi due opere, L’allieva e L’architetto, che sono diventate delle vere e proprie icone della poetica novecentista.

Muore a Milano il 13 agosto 1961.
L’anno seguente, nel 1962, viene allestita in suo onore un’ampia e rigorosa retrospettiva proprio a Venezia, alla XXXI Biennale.

Vittorio Fagone, già direttore della Galleria d’arte moderna e contemporanea “Accademia Carrara” di Bergamo, dirige la Fondazione Ragghianti di Lucca e insegna museografia al Politecnico di Milano (Facoltà di Architettura, Bovisa); Fagone è uno dei nomi più celebrati nell’universo degli storici d’arte contemporanea. Nel suo libro “L’arte all’ordine del giorno: figure e idee in Italia da Carrà a Birolli” scrive di Sironi:

La polimorfa opera artistica di Mario Sironi ha nella pittura un nucleo generativo e un severo canone di riferimento, ma non un chiuso confine, come dimostrano le significative e produttive espansioni del lavoro dell’artista in diverse aree contigue (dalla scultura all’architettura, dalla scenografia alla grafica pubblicitaria e alle arti decorative). Ogni analisi dell’opera artistica di Mario Sironi è, per questo, obbligata a confrontarsi con le espansioni e le specificità di un universo linguistico coerente ma differenziato nei suoi diversi sistemi comunicativi e con le progressioni di un itinerario creativo che coinvolge un’acuta percezione del clima culturale del proprio tempo e la stessa, difficile, vicenda umana dell’artista.

2 pensieri su “Mario Sironi, artista comunicatore

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