Appunti sparsi sul cinema futurista e sugli ipertesto

Appunti, sparsi… appunto!
Non un vero legame concettuale, bensì pensieri raccolti qua e la quale stimolo per un eventuale approfondimento. Non necessario. Non inderogabile. Potenziale.

A voi fare quello che più vi aggrada. Continuare a leggere, cambiare attività…

* * *

Il Futurismo fu la prima corrente artistica ad interessarsi del cinema come linguaggio in sé e come “movimento del linguaggio”. Una visione tipicamente futurista poteva essere il panorama che cambia repentinamente dal finestrino di un’automobile, di un treno o di un aeroplano, dove il tema della modernità e della velocità erano un tutt’uno che non aveva bisogno di ulteriori aggiunte.


fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_futurista

* * *

Il manifesto del cinema futurista, Milano 11 settembre 1916 inizia così: “Il libro, mezzo assolutamente passatista di conservare e comunicare il pensiero, era da molto tempo destinato a scomparire come le cattedrali, le torri, le mura merlate, i musei e l’ideale pacifista. Il libro, statico compagno dei sedentari, degli invalidi, dei nostalgici e dei neutralisti, non può divertire ne esaltare le nuove generazioni futuriste ebbre di dinamismo rivoluzionario e bellicoso.
La conflagrazione agilizza sempre più la sensibilità europea. La nostra grande guerra igienica, che dovrà soddisfare tutte le nostre aspirazioni nazionali, centuplica la forza novatrice della razza italiana. Il cinematografo futurista che noi prepariamo, deformazione gioconda dell’universo, sintesi alogica e fuggente della vita mondiale, diventerà la migliore scuola per i ragazzi: scuola di gioia, di velocità, di forza, di temerarietà e di eroismo.
Il cinematografo futurista acutizzerà, svilupperà la sensibilità, velocizzerà l’immaginazione creatrice, darà all’intelligenza un prodigioso senso di simultaneità e di onnipresenza. Il cinematografo futurista collaborerà così al rinnovamento generale sostituendo la rivista (sempre pedantesca), il dramma (sempre previsto) e uccidendo il libro (sempre tedioso e opprimente). Le necessità della propaganda ci costringeranno a pubblicare un libro di tanto in tanto. Ma preferiamo esprimerci mediante il cinematografo, le grandi tavole di parole in libertà e i mobili avvisi luminosi.


fonte: http://www.artemotore.com/manifestocine.html

* * *

“Per ipertesto intendo semplicemente la scrittura non sequenziale”, con questa considerazione Theodor Holm Nelson iniziava la ricerca di un nuovo sistema per l’archiviazione delle informazioni. Prima di lui Vannevar Bush aveva tentato di costruire il Memex, una macchina capace di creare riferimenti e di passare istantaneamente da un documento all’altro. La macchina nei suoi intenti, doveva simulare il funzionamento della mente umana, la sua attenzione era rivolta infatti allo studio delle macchine analogiche capaci di riflettere i fenomeni reali a differenza delle digitali operanti con elementi discreti “non necessariamente correlati a ciò che rappresentano”. Un paio di decenni dopo, Nelson iniziò il progetto Xanadu, un software per collegare un network mondiale di computer, dove potevano venir immagazzinati testi di tutti i generi. Chiunque poteva leggere i testi, modificarli e immetterne una nuova versione, o addirittura caricarne di nuovi. Nessuno dei due progetti verrà mai realizzato, ma intanto la struttura sequenziale di organizzazione delle informazioni era posta in discussione. Leggendo un libro, potrei desiderare di passare ad un altro, prima ancora di averlo finito, seguendo la mia associazione mentale “provocata” dalla lettura di una frase. Come nello studio di una disciplina, potrò non condividere il percorso scelto dall’autore, ma cercarne uno mio, in grado di aprire nuove relazioni.


fonte: http://www.liberliber.it/biblioteca/tesi/scienze_politiche/sociologia_dell_educazione/ipermedia_e_unita_didattiche/html/intro.htm

* * *

Miguel Angel Garcia sociologo di origine argentina, dove è nato nel 1938, venne intervistato a Roma il 23/01/96 su “Testo e ipertesto” da “MediaMente” trasmissione televisiva e telematica di RAI educational.
Nel corso dell’intervista gli fu posta la seguente domanda: “Nella storia della letteratura mondiale si incontrano singoli autori ed interi movimenti di avanguardia che, in un certo senso, hanno anticipato l’ipertestualità cercando di rompere il limite fisico imposto dalla pagina cartacea.
Che rapporto c’è fra la narrativa ipertestuale e certe avanguardie storiche, che, in maniera diversa, hanno tentato di superare il limite della pagina scritta?”
Ecco cosa rispose:
“A mio parere c’è un rapporto strettissimo. Se, ad esempio, riprendiamo l'”Ulisse” di James Joyce, nel paragrafo nel quale tenta di fare la simultaneità nel suono delle campane, siamo in presenza di un effetto ipertestuale prodotto per vie sequenziali. Lo scrittore argentino Cortazar ha tentato di fare attraverso mezzi manuali nei suoi libri, un effetto ipertestuale.
Di questi ci sono diversi esempi. Anche Raymond Queneau tenta di risolvere il problema di come si possa riuscire ad avere una simultaneità nella narrativa. Esistono anche alcuni movimenti letterari d’avanguardia che, in qualche modo, hanno cercato di superare il limite fisico della pagina cartacea.
In Italia il futurismo, in Spagna l’ultraismo, ad esempio, hanno sperimentato molto in questa direzione, cercando di andare più in là della pagina per produrre una letteratura fatta con azioni e con oggetti. Questo ovviamente ha un rapporto con la ipertestualità.
Comunque non bisogna cadere nell’errore di identificare l’avanguardia con la ipertestualità, nel senso che l’avanguardia può trovare nella ipertestualità un modo di esprimersi, ma non vuol dire che si limiti a questo. D’altro canto, nell’ipertesto è possibile anche il classicismo.”.


fonte: http://www.mediamente.rai.it/home/bibliote/intervis/g/garcia.htm#init

* * *

Thaïs o Perfido incanto è un film del 1917 diretto da Anton Giulio Bragaglia

Thais - 1917

Una disposizione casuale vera e propria del materiale filmico, e non solo, venne sperimentata attorno agli anni ’20 dalle avanguardie. Come la concezione di ipertesto è fortemente dirompente uscendo dai limiti del testo, così l’avanguardia pittorica distrugge il quadro ed esce dai limiti della cornice. Nel manifesto “La cinematografia futurista” redatto dal gruppo di Marinetti nel 1920, si compie una trasposizione cinematografica delle provocazioni già portate dal movimento nella poesia e nel teatro. La fusione delle varie arti viene associata ad uno scontro caotico di materiale visivo preso dai più diversi contesti.
Nel surrealismo ed in particolare in “Un chien andalou” realizzato nel 1928 da Luis Buñuel in collaborazione con il pittore S. Dali, assistiamo ad un tentativo di trasposizione della “scrittura automatica” all’arte cinematografica. Quindi libero accostamento secondo i percorsi suggeriti dai sentimenti senza alcun controllo rigorosamente razionale.


fonte: http://www.liberliber.it/biblioteca/tesi/scienze_politiche/sociologia_dell_educazione/ipermedia_e_unita_didattiche/html/tesi37.htm

* * *

Se l’ipertesto rappresenta il futuro della scrittura, questo forse è dovuto al fatto che gli studi teorici lo hanno riconosciuto come necessario; l’avvento dell’ipertesto è quindi parte integrante di quel più vasto fenomeno del nostro presente che è la postmodernità.
Un’altra opinione è che l’ipertesto sia un frutto tipico della “tarda età della stampa”, un’epoca nella quale la stampa non è più la guida della nostra cultura. Esso è quindi una continuazione dell’idea di testo e un suo superamento; è il trionfo della cultura alfabetica applicata alla macchina, ma è anche un segno del suo possibile accantonamento, in quanto ai segni fonetici vengono accostate immagini e suoni. Secondo questa concezione, l’ipertesto è soprattutto “vendetta del testo sulla TV” in quanto sembra ridare spazio alla riflessione rispetto alla reazione puramente emotiva.
E’ da ormai un secolo che il futurismo e poi il surrealismo hanno cercato di dare espressione alle nuove potenzialità della tecnica del montaggio, nata con il cinema, sulla base di una concezione del pensiero come attività di associazione assai simile a quella teorizzata da Vannevar Bush.


fonte: http://www.fahrenhe.it/ricerca/ricerca/orizzonti/ipertestoscheda1.htm

* * *

Oltrepassare i limiti dei font, ricorrere all’uso del colore e del movimento era il sogno dei futuristi. Se le avanguardie di primo Novecento avessero avuto il computer, lo avrebbero utilizzato per fare arte come hanno guardato con interesse e partecipazione all’avvento del cinematografo. Ne sono convinto.


fonte: http://www.silmarillon.it/default.asp?artID=219&numeroID=16

* * *

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...