Eros e la forma dell’intimità

Nato a Milano nel 1909 dallo scultore scapigliato Eugenio Pellini e Dina Magnani, Eros Pellini incontra l’arte in età giovanissima, a volte facendo da modello al padre con le sorelline Nives e Silvana, altre volte aiutandolo nella lavorazione del marmo.
Ebbe a dire: “Sin da bambino ho trascorso molto tempo nello studio di mio padre che si serviva di me quando adoperava uno strano arnese che si chiamava violino… ma non era altro che un trapano con la punta a scalpello, per trapanare il marmo”.

Lavora come incisore e incassatore di pietre e frequenta la scuola serale di Brera.
Nel 1930 si iscrive all’Accademia, dove ha per maestro lo scultore Adolfo Wildt e per compagni Fontana, Broggini, Melotti e Rosa Cerri, che sposerà nel 1936.
L’incontro con Wildt sarà importantissimo per la sua formazione artistica, al punto che dalla morte del maestro, nel marzo 1931, non frequenterà più le aule dell’Accademia per diventare autodidatta.

Gli giungono importanti commissioni di arte sacra e monumentale: nel 1953 la fontana delle Quattro Stagioni in piazza Giulio Cesare a Milano, le Opere di misericordia spirituale per la Cappella Alemagna al Cimitero Monumentale, le formelle con le Storie della vita di Gesù per il Vaticano nel 1958, le sculture per la chiesa di San Gaetano a Milano nel 1959, per la chiesa del Seminario di Como nel 1960, per il Municipio di Campione nel 1971, il bronzo degli Innamorati per il Muretto di Alassio nel 1978, i bassorilievi per San Francesco di Sales a Milano nel 1979.

Per l’obiettività dei suoi giudizi è invitato a far parte di numerose giurie: commissario all’Angelicum, consigliere alla Società di Belle Arti e Permanente di Milano, commissario alla X Triennale. Spesso è giudice nelle manifestazioni organizzate dalla Famiglia Artistica Milanese.

Stefano Vittorini Giuliano ha scritto di lui nel 1981: “Pellini nelle sue composizioni si dedica al tema del quotidiano e del familiare, eppure non è semplicemente un artista del privato, piuttosto è artista dell’intimo, che è un termine dal significato più ampio e che da sempre è tipico attributo della sua produzione. Egli, in questa dimensione, può sintetizzare ed esprimere quelli che sono i suoi modi di vita, cioè assoluta dedizione alla famiglia, al lavoro, alla tradizione artistica.”

Eros Pellini muore a Milano l’8 ottobre 1993.

fonte principale: http://www.eugenioerospellini.it

Bagnante, 1965

Bagnante, 1965

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