Un “pandemonio” per cambiare l’arte: 38 artisti ci narrano la Scapigliatura

Il Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani riporta, alla voce pandemònio la seguente definizione:
dal greco pân “tutto” e daimónion “demonio”. Voce trovata da John Milton (nel primo libro del Paradiso Perduto) a significare il Luogo che si suppone essere il punto di riunione, la reggia, degli spiriti infernali; da cui figurativamente il termine assume il significato di “Riunione di gente che si assembra a scopo malvagio”. Con il passare degli anni, pandemonio ha assunto un significato più blando.
Il Dizionario De Mauro” (ed. Paravia) pone queste definizioni:
1. frastuono, insieme di rumori assordanti e confusi: (alla sua festa c’era un pandemonio) | grande confusione, disordine tremendo;
2. insieme di reazioni e proteste molto vivaci, spec. accompagnate da espressioni di collera violenta.
La prima definizione viene presa a prestito, per esempio, da alcuni gruppi musicali che col nome vogliono porre l’accento su un tipo di musica non propriamente delicata e sognante.
La seconda si riallaccia al concetto di rumorosità e di assenza di legge in raggruppamenti umani o in azioni di massa.

Questi artisti furono liberi, anticonformisti, spregiudicati ed indipendenti: un vero pandemonio!
Essi furono gli artisti della Scapigliatura, movimento artistico e letterario che cambiò la Milano postunitaria di fine Ottocento.
In questi giorni, e fino al 22 novembre 2009, al Palazzo Reale di Milano sono in esposizione 250 opere per celebrare le attività svolte dal “movimento” che coinvolse tutte le arti verso un rinnovamento e portò la società italiana ad un cambiamento ideologico e di costume. Il conflitto fra l’artista e la società, partendo dagli anni ’60 del 1800 con le opere di Giovanni Carnovali, detto il Piccio.
Carnovali – Piccio – fu indifferente alle lusinghe del successo professionale, come alle sollecitazioni dei committenti; incompreso, a lungo, dalla critica e dagli ambienti aristocratici. Geniale, anticonformista. Tutto, ma non “piccio”, ovvero ‘piccolo’, come recita il suo curioso soprannome.
Le quattro sessioni, una ogni decennio, ci illustrano l’opera di 38 artisti e 250 opere tra dipinti, sculture, grafiche e incisioni, testi, fotografie e molto altro ancora. Tutto è stato predisposto per far rivivere l’atmosfera di quest’esperienza artistica seguendo il corso di quattro decenni in cui, appunto, il movimento si è evoluto dall’iniziale serrata polemica ad un nuovo accademismo del linguaggio “scapigliato” (come nel caso dello scultore Eugenio Pellini o del pittore Camillo Rapetti), mentre la visione scapigliata diventa un banco di prova per i futuri “divisionisti”, come ad esempio Gaetano Previati.

P. Troubetzkoy - Ragazza sul lago (particolare)

P. Troubetzkoy - Ragazza sul lago (particolare)

QUANDO:
fino al 22 novembre 2009

DOVE:
Palazzo Reale Piazza Duomo 12, Milano

ORARI:
lunedì 14.30 – 19.30
da martedì a domenica 9.30-19.30
giovedì 9.30 – 22.30

*Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura della mostra

Il Manifesto dell'iniziativa

Il Manifesto dell'iniziativa

A complemento, nello stesso periodo, presso la Biblioteca di via Senato sarà approfondita la parte letteraria e giornalistica della Scapigliatura, nella mostra dal titolo “La Scapigliatura e Angelo Sommaruga”.
La mostra intende evidenziare come il percorso letterario dalla Scapigliatura alla Nuova Italia passi attraverso la figura del raffinato editore milanese Angelo Sommaruga – ormai dimenticato, anche a causa delle sue traversie politiche ed economiche – e che il suo contributo non fu certo tra i minori nell’evoluzione intellettuale dell’ultima parte del XIX secolo in Italia.
Per la prima volta viene esposto il Fondo di Angelo Sommaruga, di proprietà della Biblioteca di via Senato: lettere, biglietti postali, cartoline (fra cui alcune inedite di Gabriele D’Annunzio e Giosuè Carducci), volumi, riviste fra cui “Cronaca Bizantina” e “Forche Caudine”.
Partendo proprio dai testi, dalle riviste e dai documenti della Scapigliatura, attraverso le lettere, per lo più inedite, ad Angelo Sommaruga, le sue riviste e le sue edizioni, si è cercato di mostrare come la Scapigliatura non fu solamente un episodio locale di imitazione delle mode artistiche d’Oltralpe, ma uno dei momenti più caratterizzanti della cultura italiana dell’800, forse uno dei primi tentativi di renderla modernamente adeguata a una società che andava drammaticamente, ma inesorabilmente, cambiando.

Sarà presente inoltre una sezione dedicata alla caricatura e alcune opere di artisti scapigliati fra i quali Conconi, Ranzoni e Troubetzkoy .

Video sulla Mostra

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