A tutto jazz

Il jazz è arrivato alla Famiglia Artistica nel 1983, per iniziativa del socio Gianfranco Madini, alias presidente e fondatore del Circolo Amici del Jazz. E le manifestazioni vi hanno subito assunto il carattere di una consuetudine, ormai pressoché radicata.
Durante gli anni Ottanta, la vecchia sede di via della Signora ha ospitato molte esibizioni: il virtuoso della chitarra Bruno De Filippi, fra l’altro autore della fortunata “Tintarella di luna”; Victor Bach (ovvero Vittorio Bacchetta), pianista di Mina; il cantante Ray Martino, definito dalla critica “Frank Sinatra italiano”; Salvatore Caminiti, medico cantautore-pianista (con Enzo Jannacci, del quale è stato compagno di studi); due funamboli della tastiera come Gigi Marson e Carlo Uboldi.
Oltre ai concerti, sono da ricordare anche le conferenze-audizioni di Giuliano Ambrosetti, Tonino Perreca e Carlo Peroni.
Quest’ultimo, dopo la morte di Madini nel 1991, è subentrato alla presidenza del club, incrementandone l’attività.
Da via della Signora, in via Cornaggia, una sfilata di complessi e solisti ha portato alla ribalta interpreti non solo milanesi, che alla Famiglia Artistica hanno ricevuto il “battesimo musicale”.
E veniamo alle curiosità. Di qui è passato quel Carlo Manto, che è stato il pianista di Silvio Berlusconi, quando il futuro Presidente del Consiglio cantava sulle navi da crociera.
Con lo pseudonimo di Frank Joseph, il questore di Napoli Franco Catalano si è presentato nel ruolo di pianista. Il critico del “Corriere della Sera” Vittorio Franchini ha animato un’insolita “Jazz & Poetry”.
Gino Mascoli, direttore d’orchestra che lanciò a suo tempo John Foster (in realtà Paolo Occhipinti, divenuto in seguito direttore del settimanale “Oggi”) si è esibito in un recital come pianista-cantante.
Al mitico “coda” della Famiglia, hanno prestato le loro mani nomi di grande prestigio: Giorgio Gaslini, Renato Sellani, Mario Rusca, Guido Manusardi, Gaetano Liguori, Franco D’Andrea, Ettore Righello, Antonio Faraò…
Il 21 gennaio 1992, ecco l’esordio di Antonio Zambrini, indicato come “nuova stella” soltanto sei anni dopo dal referendum nazionale TOP JAZZ: “In una Milano così povera di iniziative musicali da alcuni mesi a questa parte — scriveva Dario Beretta nel 1994 su “Ritmo” — il concerto del 26 aprile scorso alla Famiglia Artistica Milanese rappresenta una delle poche eccezioni”.

autore: Carlo Peroni

Jazz alla Famiglia Artistica Milanese

Jazz alla Famiglia Artistica Milanese

2 pensieri su “A tutto jazz

  1. Ascolto il Jazz per rilassarmi , per passare delle serate in un certo stato di noia-malinconia a me cara , non seguo questo genere musicale in modo “scientifico” e per la verità non ne capisco molto , ascolto solo quello che mi piace ad “orecchio” senza guardare troppo esecuzione e quant’altro , d’aaltra parte credo che se la musica è bella l’esecuzione è buona ,anche perchè non essendo la musica coperta da parole se ne afferra meglio la qualità .
    Mi scuso per il disturbo . Auguro una buona domenica a chi scrive questo blog .

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  2. Ciao.
    Anche a me piace ascoltare la musica. Non sempre, anzi quasi mai, seguo i testi. Prediligo le armonie, il susseguirsi di note, lo stimolo inconscio ai miei pensieri.
    Una base acustica su cui inviluppare le mie divagazioni. Ricerca ed al tempo stesso scoperta.
    Il Jazz offre buoni spunti…

    PS: grazie per i lusinghieri e costruttivi commenti.

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