Contardo Barbieri

Contardo Barbieri, era nato nel 1900 tra le colline dell’Oltrepò Pavese a Broni.
Dopo i primi insegnamenti ricevuti da Kienerk presso la Civica Scuola di Pittura di Pavia, fu allievo di Cesare Tallone e di Ambrogio Alciati all’Accademia di Brera, da cui si licenzia nel 1921 conseguendo il Premio Mazzola.
Milano lo accolse in una densa stagione di studi e lo fece incontrare con il movimento “Novecento Italiano”, con Marussig, Oppi, Sironi, Dudreville, Malerba, Funi, Bucci. Barbieri rimanese, in ogni caso, fedele ad un naturalismo che non mutò neppure dopo il suo avvicinamento al Novecento di Margherita Sarfatti. Fu sollecitato a riflessioni feconde, sul senso della dignità formale e sul recupero della classicità in strutture armoniose e proporzionate.
Nel 1921 vince il premio “Mylius”, uno dei più antichi ed importanti, nato con la stessa istituzione di Brera.

A Bergamo, dove diventò direttore dell’Accademia Carrara, trovò l’elemento più vivificante della sua creazione artistica: la scoperta delle infinite possibilità della luce. Allora, “il suo colore si mosse in vibrazioni nitidissime, in sottili e profondi incanti.
Pavese nel sangue, sebbene l’attività espositiva e didattica lo tenne impegnato fuori Pavia, Barbieri si fece parte attiva della vita artistica locale, tramite la presenza a concorsi (si aggiudicò il Premio Nazionale Frank del 1936 con “Il racconto del legionario”) e la produzione in città di Mostre ed iniziative a sostegno degli artisti più giovani.
Orio Vergani affermò: “la vena della discendenza dai grandi coloristi veneti è la dominante del sangue di Barbieri.”
Anzitutto sincero, benefico e generoso, donò scienza e amore.
Morendo improvvisamente nel marzo 1965 a Milano, lasciò ai migliori allievi una buona guida: tenersi lontano dalla mania dell’insincera originalità fine a se stessa.
Nel mese di ottobre del 1965 viene istituito a Broni un Premio a lui dedicato che avrà cinque edizioni ed un Centro Culturale Artistico tuttora attivo.

Lettura – 1964

Nell’immagine una sua opera del 1964: “Lettura”. Semplice ed al tempo stessa ricca di comunicatività in quel rapporto di luci, colori e forme che sottolineano la centralità del pensiero della ragazza tutta assorta nella ..lettura.

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