Medardo Rósso e la Famiglia Artistica Milanese

La nostra storia è articolata e variegata di mille episodi degni di essere ricordati; come sodalizio artistico siamo nati in quella Milano ricca di fermenti culturali ed artistici di fine ottocento, fatta da uomini e donne che hanno influenzato, ed in parte continuano a farlo ancora, il secolo successivo fino al nuovo millennio.

Dalla sua nascita nel 1873, la Famiglia artistica milanese è stata il più importante luogo d’incontro per artisti, scrittori, musicisti, e in genere per i protagonisti della vita culturale milanese. Per una descrizione più dettagliata della partecipazione di Rósso alla contro-mostra parodistica, ironicamente chiamata Indisposizione di belle arti, sponsorizzata proprio dalla Famiglia artistica si rimanda a S. Hecker, “L’esordio milanese di Medardo Rosso”, in «Bollettino della Accademia degli Euteleti della Città di San Miniato», 65 (dicembre 1998), pp. 185-201, in particolare 192, nota 3 con bibliografia essenziale.

Sfogliando il volume Patrioti si diventa Luoghi e linguaggi di pedagogia patriottica nell’Italia unita a cura di Arianna Arisi Rota, Monica Ferrari e Matteo Morandi (2009 FrancoAngeli Milano) mi sono ritrovato a leggere il capitolo «Il centro non può reggere»: la monumentalità impossibile di Medardo Rosso scritto da Sharon Hecker. Ecco una breve citazione tratta dal testo, breve ma davvero efficace.

“…Rósso riprova nel 1884 con un altro progetto per un monumento a Garibaldi per Milano, facendo un gesto ancora più radicale: elimina la figura di Garibaldi stesso, proprio l’eroe che si doveva onorare! Il giornalista de «La Lombardia» lo descrive così: «un gruppo di dimostranti viene alle mani colle guardie di P.S. e coi carabinieri; un portabandiera s’arrampica su di un fanale e agita un vessillo; tutt’allingiro della gente che s’accapiglia e che ruzzola per terra» Un anno dopo, nella «Commedia umana», il critico Mario Mariani scrive del bozzetto: «era strano, bizzarro, audacissimo all’assurdo».

Come ha fatto Rosso ad arrivare ad un gesto così provocatorio, a costo di perdere l’occasione di avere un monumento da lui creato eretto in una piazza italiana? Quando crea il suo bozzetto per il monumento a Garibaldi a Milano nel 1884, l’artista ha solo 26 anni, ha fatto solo poche sculture e ha partecipato solo a tre mostre. Ma i tre anni precedenti della sua carriera hanno consolidato la sua reputazione di artista di opposizione. Nel maggio del 1881, contrastando il tipico percorso di uno scultore dell’Ottocento, espone un’opera prima di acquisire un’educazione ufficiale. Mentre è ancora militare a Pavia, manda una testa dal titolo L’allucinato a una mostra a Milano. La prima opera di Rosso non è esibita all’Esposizione nazionale dell’industria e delle belle arti che apre nel maggio del 1881, bensì nella contro-mostra parodistica, ironicamente chiamata Indisposizione di belle arti, sponsorizzata dalla Famiglia artistica, un influente gruppo milanese d’avanguardia che usava l’arte come veicolo satirico per fare scherzi sovversivi! Il debutto di Rosso indica una precoce scelta di lavorare ai margini dell’arte ufficiale e di affiancarsi alla corrente più antiaccademica della scena culturale milanese!”

Davvero efficace, non trovate?

 

Medardo Rósso: Scultore (Torino 1858 – Milano 1928). A Milano, dove fu in contatto con l’ambiente della scapigliatura, frequentò l’accademia di Brera mostrando fin dai primi saggi la sua adesione al pittoricismo romantico di T. Cremona, D. Ranzoni e G. D. Grandi. per ulteriori notizie potete consultare questo breve testo  http://www.treccani.it/enciclopedia/medardo-rosso/

Mario Uggeri “il sciarpa”, vignettista e disegnatore

Massimo Zanello, Assessore alle culture, identità e autonomie della Lombardia, venne invitato – alcuni anni orsono – da Mariarosa Tavazzani, a nome della Famiglia Artistica Milanese, a scrivere la prefazione ad un volume dedicato al disegnatore Mario Uggeri.
In questo contesto l’assessore scrisse: “…dalla nebbia dei ricordi sono riaffiorate all’improvviso, come in un caleidoscopio, le immagini che avevo ammirato fin da bambino sulle pagine della Domenica del Corriere. Erano immagini che mi colpivano moltissimo.

Queste illustrazioni si caratterizzavano per la ricchezza di dettagli grazie ai quali Uggeri riusciva a trasmettere una visione complessiva dell’episodio che era chiamato a figurare. Il suo tratto, sempre misurato, sapeva far trasparire dai volti dei personaggi i moti dell’anima. Il segno inconfondibile della grafica uggeriana rendeva insomma i personaggi davvero vivi, soprattutto nel movimento del disegno e nella vivacità dei colori.

Queste illustrazioni hanno certamente testimoniato i grandi eventi della nostra storia e, con questi, i cambiamenti epocali della società del ventesimo secolo”.

Mario Uggeri, autoritratto

Mario Uggeri, particolare autoritratto

Mariarosa ebbe a scrivere, nel volume dedicato a Mario. Ne riporto qui alcuni cenni perchè sono perfetti – a mi avviso – per inquadrare le caratteristiche di quest’uomo.

La sciarpa, sì, era la sua civetteria. Bianca. Un segno di eleganza intellettuale, la cultura da vivere come una festa, come ci aveva raccomandato già a fine Ottocento il nostro disinvolto e pungente capostipite Vespasiano Bignami, soprannominato il Vespa.
Uggeri, nei nostri annali, sarà sempre il Sciarpa (come lo commemora l’amico Luciano Cassè). Ma nell’autografare il mosaico dove ha schizzato i nostri volti e le nostre anime di soci, sodali, congiurati, congiunti, colleghi, camerati, lui ha precisato: quasi come Lautrec. Che adorabile timidezza, la sua! Noi, oggi, orgogliosi, rivendichiamo pari dignità ai paesaggi culturali della Belle Époque e della Milano discreta e vibrante del nostro cenacolo. Una sciarpa bianca stringe le affinità elettive con i parigini, che in testa, rispetto a noi, in più avevano solo il cilindro.

Basta con le lodi. Ne sarebbe imbarazzato.

Mario è stato, diciamolo francamente, un cattivo maestro.

Maestri, lui non ne ha avuti, e la sua carriera di disegno e fantasia se l’è conquistata da autodidatta arrivando a essere considerato fra i capiscuola dell’illustrazione e del fumetto. Quando, ormai in pensione, accettò l’incarico di docente ai nostri corsi di figura, non sapeva trasmetterci cognizioni tecniche: “Devi disegnare le mani? – chiedeva indicando la modella – Guardale bene!” Oppure. ci faceva vedere come le disegnava lui, incoraggiante: “Adesso vai avanti tu.” Ma, ritornando a controllare il risultato si lamentava disarmato: “Me le hai rovinate!” Non è una scusa, era impossibile imitarlo. Quel suo tratto rapidissimo, sicuro, espressivo di emozioni e di identità, resta inconfondibile. Nessun problema, invece. a condividere i suoi principi estetici: “Le cattedrali sono più belle dietro che davanti” E per esemplificare la teoria, s’inchinava al didietro della Giusy, storica modella: “Te ghet un cul che l’è una càtedral”.

Durante le lezioni, parlava. Noi pendevamo dalle sue labbra. Nessun amarcord della prigionia a Dachau. Accennò solo una volta ai confetti spediti dalla sorella e recapitati nel lager molto tempo dopo il matrimonio. Volentieri si soffermava, invece, sul lavoro della Domenica del Corriere. Un direttore. forse Zucconi, gli aveva bocciato una copertina: “La devi modificare..” aveva ordinato. Per niente convinto, Uggeri era sceso al tavolo da disegno, ed era risalito, poco dopo, a portarla di nuovo al giudizio del capo finalmente entusiasta: “Inscì te la duvevet fà, così la dovevi fare.” Ci spiegò che non aveva fatto alcuna modifica.

Nella concretezza misurata dei suoi piturin, sì possono leggere caratteristiche di idealista. Soggettivamente modesto, oggettivamente grande. Invitato a cena con critici, scrittori, giornalisti, accettava sempre, amava la compagnia. E c’era sempre qualcuno al quale fare il ritratto. Ecco, in mancanza di un foglio. lo serviva su un tovagliolo.

Uggeri Mario – “Capitan Coviello”, 1964 – Urania

La sua infanzia è stata davvero misera. In una desolata cascina della campagna cremonese. Sua madre andava a lavare i panni in una casa signorile di Codogno. Quando le portò i primi soldi, guadagnati con le illustrazioni, sul tavolaccio della cucina, sotto la timorosa lampada a saliscendi, sembravano fuori luogo: “Quanti dané! Mario, ti li è gratà?
La povera donna non trovava altre spiegazioni. Ma i signori di Codogno da allora lo fecero entrare dall’ingresso principale: “Per me è stata una promozione” spiegò lui.
Di strada in seguito ne ha fatta tanta. Un crescendo di successi…

La nostra Famiglia si regge su una consuetudine naturale, simpatica e non obbligata. Questa manciata di ricordi non è l’omaggio all’artista che ha disegnato la storia dell’illustrazione italiana, è lo slancio che rispetta il suo stile di vita. E serve ad alleviare la nostra persistente nostalgia per la sua assenza, …a dirgli quanto ci manca.

Votazioni a Milano

La piccola città

«Elettor di Lombardia
oggi l’urna è il nostro altar:
non fermiamoci per via
affrettiamoci a votart
»

Il lettore sensibile ai valori poetici torcerà il naso davanti a questa quartina che sembra uscita pari pari da un libretto di Francesco Piave, e, sotto questo aspetto, non avrebbe torto; il torto sarebbe semmai quello di dimenticare che gli sciagurati versi comparsi sul Pungolo del 14 gennaio 1860 rappresentano il primo manifesto col quale si invitano i Milanesi a compiere il loro dovere civico di elettori.
Difatti il mattino successivo nei sei mandamenti in cui la città è divisa (San Tommaso, San Marco, San Gottardo, Sant’Alessandro, San Satiro e S. Carlo) si aprono le sezioni elettorali. Quindici per l’esattezza.
I consiglieri da eleggere sono 60, i candidati assommano a 240 e 10348 sono gli elettori. Non molti per una città di 184.000 abitanti. Tanti sono infatti quelli contenuti nella cerchia dei bastioni oltre la quale vi è la fascia dei cosiddetti Corpi Santi che costituiscono un comune a parte. Ma ai sensi della legge elettorale dell’ottobre 1859 sono considerati elettori coloro che pagano annualmente un contributo di 25 o più lire per le imposte dirette. E nel gennaio del 1860 gli aventi diritto a compiere questa funzione democratica sono proprio quelli che abbiamo detto. Se si considera che circa 3000 di questi cittadini di serie A appartengono ai dieci circoli elettorali che hanno accolto l’invito della Società del Giardino! «el casin di andeghée», secondo l’antica definizione del Porta che sottolinea lo spirito tuttora aristocratico borghese del sodalizio, e sono giunti a concordare una lista unica, i pronostici non risultano difficili.
Di quella decina di migliaia solo quattromila «si affrettano a votar» e i pronostici della vigilia si avverano puntualmente. La “Milano che conta”, e corrisponde a circa al due per cento della popolazione, elegge i suoi amministratori. Primo eletto il nobile Luigi De Cristoforis con 3459 voti, ultimo eletto il nobile Francesco Vitali con 3435 suffragi.

fonte: “Gli anni della Scapigliatura”, Strenna dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini, 1976 – Milano

Andar su e giù per Musei nel Mondo

Cari amici della Famiglia Artistica Milanese, in questi giorni di #iorestoacasa perchè #insiemesipuò uscire da questa crisi sanitaria il tempo ha assunto un diverso valore nelle nostre vite.
La sensazione è che si sia dilatato, procedendo più lentamente. L’assenza di rumori, di frenetiche attività, il confino entro le mura domestiche sono tutti elementi che hanno indotto ad un cambiamento di stile di vita.
Chi di noi ha una connessione a qualche social ha poi ricevuto infinite sollecitazioni di pensiero, di umorismo, di musica, di tutto e di più, da parte di amici e conoscenti.
Fra tutti i messaggi che sono circolati abbiamo deciso di estrapolarne uno e di condividerlo qui.

Dieci Musei da visitare in ordine sparso, stando comodamente sul divano:

1. Pinacoteca di Brera – Milano

2. Galleria degli Uffizi – Firenze

3. Musei Vaticani – Roma

4. Museo Archeologico – Atene

5. Prado – Madrid

6. Louvre – Parigi

7. British Museum – Londra

8. Metropolitan Museum – New York

9. Hermitage – San Pietroburgo

10. National Gallery of Art – Washington

Permetteteci di salutarvi così:
Lasciatevi rapire dalla meraviglia di questi luoghi. Liberate la vostra creatività. Siate positivi.

Momentanea chiusura della nostra Sede

Il Circolo I Navigli, Artisti e Patriottica rimarrà chiuso, fino a data da definire, per agevolare la lotta contro il proliferare della diffusione di contagi da Coronavirus.

Conseguentemente anche la Famiglia Artistica Milanese si allinea a questa decisione.

Ci è caro raccomandare a tutti voi di evitare comportamenti a rischio e di frequentare luoghi affollati a meno di urgenze particolari.

Mostra Arte Sacra: La Gerusalemme celeste

Domenica 12 gennaio alle ore 16,30 al Centro Culturale San Protaso di Piazzale Brescia a Milano è avvenuta la premiazione dei partecipanti al “Premio di Arte Sacra” giunto alla sua XXXVI edizione.

Il tema è stato abbastanza difficile da realizzare, hanno conseguentemente partecipato solo quattro pittori.

N 1 Icona Tavazzani Mariarosa ” vi presento la sposa dell’agnello” acrilico
N 2 Liliana Ravalli “le dodici porte” acrilico
N 3 Maddalena Succi “la scala di Giacobbe” acrilico
N.4 Maria Casale Speranza “La Gerusalemme” olio

La Giuria ha ritenuto di valutare parimerito tutte le opere.

A conclusione della serata la poetessa milanese Annamaria Radice ha letto alcune poesie in dialetto e Giovanna Prato, simpatica signora milanese, – già protagonista in una trasmissione televisiva con Gerri Scotti – ha recitato una scenetta in milanese.

Iscriviti subito alla Famiglia Artistica Milanese

Carissimi amici che seguite le avventure culturali della nostra Famiglia Artistica perchè non vi iscrivete?
Si tratta di un importo minimale, pari a 10,00 euro al mese, che vi permetterà di essere parte attiva dell’associazione, di essere testimoni ed artefici di un percorso storico che ha le sue origini nel lontano 1873, anno in cui questo sodalizio di artisti venne fondato nel cuore vivo di Milano.

Sono aperte le iscrizioni, dicevamo, ed è stata mantenuta la quota sociale di € 120,00 anche per l’anno in corso.

L’iscrizione alla Famiglia Artistica Milanese dà diritto di essere anche soci del Circolo Navigli Artisti Patriottica, altro storico ed importantissimo Circolo cittadino, con cui condividiamo la Sede in un contesto di tutto rispetto. Elegante e centralissimo. Con ampie sale di ritrovo ed un bar – ristorante all’altezza della situazione, ma a prezzi più che abbordabili.
I soci avranno diritto a tutte le iniziative della Famiglia Artistica e del Circolo dei Navigli, nonché a frequentare la nostra Sede con ristorante.
I soci che lo desiderano si potranno incontrare al ristorante del Circolo, anche con i loro familiari. Si pranza, alle ore 13, e il prezzo è ben equilibrato per ciò che viene servito: potrete pranzare con € 15,00!

L’iscrizione contempla, inoltre, l’associazione al centro culturale San Protaso, in piazzale Brescia a Milano, ove si tengono i nostri laboratori artistici – corsi di formazione.

E durante tutto l’anno sarete al centro di tantissimi eventi, fra amici ed amiche simpaticissimi: ossia Noi!

Famiglia Artistica Milanese
c/o Circolo Culturale Navigli, Artisti e Patriottica
Via Edmondo De Amicis, 17
20123 Milano

Per qualsiasi comunicazione non esitate a scriverci una e-mail : famiglia.artistica.milanese@fatateam.org

Per presentare la TUA DOMANDA DI ISCRIZIONE clicca qui Leggere attentamente il Modulo di Domanda.

Coloro che ESSENDO GIA’ SOCI volessero fare il bonifico della quota sociale devono utilizzare il seguente IBAN:
IT26J0311101645000000055540 – BIC: BLOPIT22

Regala un Corso nei nostri “mitici” laboratori d’Arte

Ci rivolgiamo a coloro che volessero frequentare i “mitici” laboratori della Famiglia Artistica Milanese: gli incontri di Laboratorio didattico si svolgono al Circolo Ricreativo Paolo Bentivoglio di Via Bellezza 16 – Milano

I laboratori, dopo la pausa natalizia, continueranno sino al 15 giugno 2020. Potrebbe essere un bel regalo da fare ad una persona a cui tieni oppure a te stessa/o. Chiedici come scrivendo a famiglia.artistica.milanese@fatateam.org

Per ulteriori info: laboratori orari e date

 

Mostra per Piazza Fontana. Io so.

Io so.

Il 12 di dicembre ricorre il cinquantesimo anniversario della strage di piazza Fontana.
L’enorme impressione di quell’avvenimento, classificato anche come “perdita dell’innocenza” per la Repubblica Italiana, è tutta nelle immagini della grande e composta folla nel giorno dei funerali, vero primo fattore di opposizione a un disegno, la cosiddetta strategia della tensione, che da quella data si sarebbe dipanata per anni.

Il comitato “Artisti e Resistenze” assegna alla capacità dell’arte visiva la capacità di essere interprete di emozioni e ragionamenti collettivi ecco il perché di una mostra faccia memoria di quel tragico avvenimento; una mostra che compari opere storiche, realizzate in quegli anni, a una selezione contemporanea.

“Io so” è il titolo dell’evento. Espone, tra gli altri, il nostro socio Bruno Pellegrini.

Testimonianze di artisti nel cinquantesimo della strage di Piazza Fontana

10 dicembre 2019-12 gennaio 2020

Ex chiesa di San Carpoforo – Piazza Formentini (Brera) Milano

Casa delle Arti Spazio Alda Merini – Via Magolfa, 32, Milano

Cremona, città di inventori

SABATO 7 DICEMBRE 2019, ore 16:30

℅ Sala dei Quadri, Palazzo Comunale di Cremona

si terrà la presentazione del libro intitolato

INVENTORI E INVENZIONI A CREMONA E PROVINCIA (1859-1896)

Insieme a Roberto Caccialanza, curatore del libro, prenderanno la parola:

  • Marco Mari, che ha pubblicato il libro per festeggiare i 30 anni dello studio “Ing. Mari & C. srl”
  • i giornalisti Vittoriano Zanolli e Giacomo Cecchin
  • l’Assessore alla Cultura del Comune di Cremona, dott. Luca Burgazzi.

La monografia di 352 pagine contiene le biografie assolutamente inedite di sessanta inventori cremonesi, oltre ai testi descrittivi delle loro numerose invenzioni (94) e agli affascinanti disegni tecnici che erano stati presentati al Ministero per ottenere il brevetto.

Le ricerche si sono svolte a Cremona, ma anche a livello nazionale e internazionale.

Il libro è stato realizzato anche grazie alla preziosa collaborazione dell’Archivio Centrale dello Stato (Roma).

BIOGRAFIA: http://www.robertocaccialanza.com/biografia.html

PUBBLICAZIONI: http://www.robertocaccialanza.com/pubblicazioni.html

L’amico Roberto Caccialanza è Cavaliere dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana” ed è Membro della European Society for the History of Photography