Animalia 2022

Anomalia – Stazione del Passante Ferroviario di Porta Venezia

Mercato Centrale Milano: 10 gennaio 2022

Al Mercato Centrale di Milano, che si trova nel cuore della città che è a sua volta il cuore della moda e del design, lunedì 10 gennaio 2022 siete tutte e tutti invitati ad un simpatico evento letterario.
Lunedì 10 gennaio dalle 19 nello Spazio Fare si terrà infatti la presentazione del libro “Quel sentiero in mezzo al bosco” di Yari Lepre Marrani.
Si tratta di una raccolta di sonetti bucolici, sonetti mistici, poesie pastorali in cui l’autore sceglie temi storici, biblici e mitologici per dare vita a un’opera che parla di bellezza, ispirata alla natura. Oltre all’autore, a moderare l’incontro ci sarà Davide Sanavio, giornalista della Famiglia Artistica Milanese, associazione per l’arte e gli artisti milanesi.
Per partecipare all’evento è richiesta l’iscrizione inviando un’e-mail a info.milano@mercatocentrale.it.
Il Mercato Centrale Milano si trova nello storico palazzo della Stazione Centrale.
locandina mcm

Augusto Zeppetelli: Piccoli crimini coniugali

Augusto Zeppetelli, regista e socio della Famiglia Artistica Milanese, sta per mettere in scena “Piccoli crimini coniugali” opera tratta da un lavoro di Éric-Emmanuel Schmitt drammaturgo, scrittore, saggista, traduttore, regista e sceneggiatore francese naturalizzato belga, tra gli autori teatrali più rappresentati sui palcoscenici d’Europa.

Un appartamento immerso nel buio.
Rumore di chiavi. Serrature che scattano.
La porta si apre. Contro la luce ocra del corridoio si stagliano due ombre.
La donna entra nella stanza. L’uomo resta sulla
soglia, esitante, con la valigia in mano.
Lisa si precipita sulle luci e le accende una dopo
l’altra, impaziente di rendere il luogo visibile.
Dopo aver illuminato tutto, indica l’appartamento con un gesto circolare delle braccia, come
se mostrasse una scenografia da lei realizzata.

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In sintesi:

Piccoli crimini coniugali è una brillante commedia nera con una suspense sorprendente, un vero divertimento. E’ altresì anche una saggia riflessione sulla madre di tutte le guerre: quella dentro la coppia. Tutto ruota attorno a Gilles e Lisa. Gilles infatti è vittima di un misterioso incidente. Ritorna a casa dall’ospedale con la moglie Lisa. Ha perduto la memoria…

Bene adesso non vi resta che andare a Teatro per scoprire il mistero.

 

 

Dove? Allo Sporting Club Milano 2 (Strada di Olgia Vecchia – 20090 Segrate MI)

Quando? il 14 ed il 15 gennaio 2022, alle ore 21.00 – Prenotazione presso la reception ( 02 2640251 )

Qui la locandina: Teatro 14-15 gennaio 2022 Piccoli Crimini Coniugali

Mostra personale: GIOVANNI ZUFFI

GIOVANNI ZUFFI

a cura di Lorenzo Valentino

galleria-previtali
INAUGURAZIONE giovedì 20 gennaio, ore 19.00
fino al 15 febbraio 2022

Le sculture di Giovanni Zuffi esercitano un’attrazione irresistibile e rimandano ad una dolorosa quanto prorompente quotidianità per raccontare i fragili confini del proprio smarrimento. locandina GIOVANNI ZUFFI

L’intero corpo delle opere configurano l’assenza di prospettive e annunciano la condizione d’accoglienza nello spazio autentico della diversità. Una materia, quella della cartapesta, che sfugge la sua essenza effimera per raccontare le vie di utilizzo nel sacro che sono anche le condizioni sofferte dell’esistenza.

L’ingresso è autorizzato solo con green pass; obbligatorio l’uso della mascherina.

 

Galleria Previtali – via Lombardini 14 – 20143 Milano

tel. +39 338 8718349
info@galleriaprevitali.ithttp://www.galleriaprevitali.it

ORARI: martedi’-sabato: 16.00 – 19.30

Incontriamo Yari Lepre Marrani

Nel percorso che ci conduce ai 150 anni dalla nascita della Famiglia Artistica Milanese abbiamo deciso di raccontarvi, con periodiche interviste, delle attività svolte dai nostri Soci Artisti e non solo.

Abbiamo pertanto incontrato Yari Lepre Marrani,  scrittore di poesie, sonetti e liriche, in occasione della pubblicazione del suo libro intitolato: “Quel sentiero in mezzo al bosco” ed abbiamo approfittato dell’occasione per conoscerlo più intimamente grazie alla disponibilità dallo stesso dimostrata. 

cover-libro-quel-sentiero-in-mezzo-al-bosco

Abbiamo parlato di molti aspetti del libro e del suo autore. Per non elidere nulla di tutto ciò si è optato per la stesura di un testo PDF con la versione integrale dell’intervista: intervista-yari-lepre-marrani-famiglia-artistica-milanese-dic-2021

Scelta che permetterà all’intervista di vivere anche in autonomia dal nostro sito e diffondersi nel sentiero del bosco…

Se desiderate ascoltare alcuni frammenti del libro di Yari Lepre Marrani potete collegarvi qui:
 
https://www.youtube.com/watch?v=EpE7sUKsSCk video montato dalla casa editrice Altromondo Editore sotto il nome di “Letture poetiche”. Contiene la recitazione dell’Ebreo Errante, all’inizio. Seguono altre 2 poesie con voce femminile: “Ritorna nella mia calda dimora” e “Il lamento del temporale”.
 
Potete inoltre connettervi al seguente link per ulteriori brani:
 
https://www.youtube.com/watch?v=Zac-xPDlt-U : qui sono inoltre recitate “Luce”, “Falò accecante” e “La tomba”.
 

Dai uno sguardo a Famiglia Artistica Milanese su Flipboard.

Famiglia Artistica Milanese

Si amplia la nostra presenza sui social network grazie alla nuova rivista “Famiglia Artistica Milanese, online su piattaforma Flipboard, che prende il nome proprio dalla nostra associazione. Siamo altresì presenti su Instagram con due distinti profili. Uno per raccontare il nostro passato attingendo le informazioni dal sito dell’archivio storico. L’altro per raccontare il nostro presente in sinergia con il sito istituzionale dell’associazione.

https://famigliaartisticamilanese.wordpress.com/

https://instagram.com/famiglia_artistica_milanese

https://www.archiviostoricofam.com

https://instagram.com/famigliaartisticamilanese

Donazione opere dell’artista Angelo Pescò

La Famiglia Artistica Milanese ha ricevuto in donazione una collezione di quadri dell’Artista Angelo Pescò.

Scopriamo insieme chi era.

img_20211123_1640286850415750355823174Nato ad Abbiategrasso (Milano). ingegnere civile, ha vissuto sempre a Milano, sull’Alzaia Naviglio Grande.

Compì i suoi studi prima al collegio Rosmini di Domodossola e poi al Politecnico di Milano; restò sempre fedele alle amicizie di quel periodo ed era considerato una “colonna dei rosminiani”. 

Sono le sue stesse parole che ci aiutano a conoscerlo:

…la vita di un tempo, la modestia dei desideri, la forza dell’amicizia. La stupenda volontà di essere allegri, in  bonomia imperante, la voglia di scherzare…“, ma già ne parlava come di qualcosa appartenuto ad altro tempo.

Una delle sue passioni era la montagna: le valli dell’Ossola. la Val Vigezzo, chiamata da tempo “La valle dei pittori” ed i paesi di Druogno, Craveggia, Buttogno. dove conosceva tutti ed era conosciuto.

Sono i luoghi che lo incantano e che dipinge. Quando, dopo la musIca e la poesia, scopre la pittura, tra il 1968 e il 75. 

Disegna appunti di viaggio, da regalare agli amici, rifiutandosi di fotografare, per coinvolgere gli altri nella gioia di guardare. Per affetto. La notazione veloce, di tipo impressionistico, si affianca alla scoperta del colore solare di Van Gogh. La campagna lombarda, attorno a Morimondo era presente nella sua vita da sempre: dal Naviglio di Bereguardo al Ticino di Vigevano, rasentando la riserva del Duca Visconti di Modrone, in quel di Besate… La partenza per la battuta di caccia avveniva a Morimondo, proprio sotto la basilica.

Di questi momenti passati, “i piu belli della gioventù“, restano i colori brumosi delle pioppaie, dei boschi all’alba.

L’omaggio dei figli Anna e Aldo, che hanno voluto questa donazione, non è solo una testimonianza fedele ma il riconoscimento sincero di una qualità artistica coerente e generosa.

La Famiglia Artistica Milanese li ringrazia con stima e affetto.

IL SOGNO DELLE FATE

Un piccolo lago sotto al Monte Rosa, vicino a Macugnaga, porta questo nome dove si sono rifugiate le fate ed i sogni.

La tecnica pittorica, di tipo divisionistico, a pennellate fitte e verticali, sottolinea qui il tema del colore. Anche nella “Cattedrate Sommersa”, luce e colore partendo da un nucleo irraggiano sulla tela, come da un atomo si irradiano particelle di materia. Pittura più di suggestione che di realismo, ricerca il senso di irrealtà che può coglierci di fronte alla bellezza della natura, cosi in “Rosso di sera”. II paese giace lontano, in fondo alla vallata poche case sono sparse: nascoste nelle pieghe della terra. In alto nel cielo, si aggrovigliano nubi e colori: rosa, azzurri, verdi, marroni.

In altri quadri. come “Formazza” e “Vall’Antrona” la tecnica è differente, la pennellata più larga, il colore denso e pastoso diventa protagonista assoluto della definizione dei piani; mentre “Per le vecchie strade” ricorda suggestioni della pittura di Utrillo.

La ricerca della profondità avviene anche in quadri di piccole dimensioni, con intuizione più che volontà: “Dal Triülbi” è un paesaggio di linee essenziali, con pochissimi elementi compositivi, ma l’uso tonale del colore ricrea la solenne atmosfera della montagna, con un albero solitario nella luce della sera.

Dalle “sue montagne” alla “sua città”.

“…Sui tegoli e sui colmigni della mia svergolata Milano; tra i camini e i fili e i pali sbirolenti dei tetti arrossati dal tramonto caldo… O nell’ombre, giu, tra le viventi, calanti immagini di alcuni terrazzini, più prossimi, o lungo le ringhiere dei terrazzi sui tetti: vicini, lontani, fino al lontano tramonto… Galliche lame delle nubi, già cenere, nel tumultuato occidente: cirri d’oro, di fuoco. Lontani monti parevano carovane azzurrine, chiudevano il paese della vita’” 

(C.E. Gadda: L’Adalgisa)

Questa è la Milano dei quadri “Naviglio Grande”, “Via Argelati”, “La darsena”.

Questa raccolta rivela, nel sentimento della natura e nella poesia delle cose, una costante ricerca, felicemente risolta nelle diverse tipologie stilistiche.

Gemma Artico Clerici

Tinin Mantegazza: un creativo irriverente

Il Teatro del Buratto e la Famiglia Artistica Milanese condividono le medesime passioni per l’arte e la creatività dei propri amici artisti. In questo contesto è nata una sinergia di intenti fra le due realtà che ha lo scopo di condividere con quante più persone possibili proprio questi sentimenti.

img-20211105-wa00027152483409291579848Ho incontrato ed intervistato l’amico Silvio Oggioni, nella sua veste di responsabile della comunicazione proprio del Teatro del Buratto. In realtà Silvio è anche attore, scrittore, regista… ha dedicato insomma la propria vita all’Arte.

Ecco cosa ci siamo detti:

Il Teatro del Buratto è un storica realtà teatrale e culturale milanese, che nel novembre 2020 ha compiuto 45 anni di attività e che ha oggi casa al Teatro Munari, facendo il Polo di teatro per l’infanzia e i giovani per il Comune di Milano. Qualè il percorso che vi ha condotto qui e com’è il radicamento sul territorio milanese?

Nato appunto nel novembre del 1975 per un gruppo di soci fondatori – tra cui Velia e Tinin Mantegazza, Jolanda Cappi e altri operatori e artisti – la cooperativa Teatro del Buratto – ci risponde Oggioni – ha immediatamente assunto la gestione e programmazione del Teatro Verdi ( in zona Isola Garibaldi), affascinante sala dal sapore liberty nata nel 1913 e così riportata ad una nuova vita, dopo varie vicissitudini che dalla originaria vocazione teatrale e musicale ne avevano tra l’altro fatto sala di incisione Durium e poi nota sala da ballo nel dopoguerra.

Buratto - pupazzi Histoire l'ANGELO E IL GENERALELo spettacolo di fondazione fu “Histoire du soldat” per pupazzi e mimo (scene e pupazzi di Tinin e regia di Velia, mimo Jolanda Cappi e la voce recitante di Paolo Poli).

Da questo spettacolo – poi ripreso anche dalla Scala nella sue prime iniziative di decentramento e per le scuole – la nostra storia è proseguita con coerenza e impegno artistico e gestionale per tutti questi anni. Il nostro operare ci ha resi anche protagonisti, tra i primi, di iniziative di promozione culturale a Milano quali “Invito a teatro” o il sistema delle convenzioni tra Comuni e Teatri di produzione o anche con Festival ed iniziative diverse.

Davvero interessante, possiamo avere altri dettagli?

Ci siamo impegnati sia nella produzione di spettacoli per l’infanzia, peri giovani e/o per il pubblico adulto, soprattutto sviluppando una ricerca e cifra stilistica peculiare nel teatro di figura con il “Teatro su nero”. Ci siamo altresì impegnati nelle ospitalità, stagioni e rassegne diversificando le strade della nostra proposta artistica: al Teatro Verdi per la nuova drammaturgia, il supporto alle giovani compagnie (Elfo Atir e altri ancora hanno trovato al Verdi una prima casa ) e il teatro di Figura, che nel 2007-08 ha portato all’ ideazione di IF festival internazionale di teatro di immagine e figura, le cui diverse edizioni si sono succedute con successo sino alle chiusure Covid… “.

Voi, come noi della Famiglia Artistica Milanese, avete spesso cambiato i luoghi fisici della vostra presenza… ci riassumi a grandi linee questa aspetto della vostra presenza a Milano?

Mentre da subito è iniziata una ricerca (e contemporanea richiesta alla istituzioni) di uno spazio dedicato allo specifico del teatro per bambini e ragazzi, per le scuole e le famiglie, che ci ha portato a creare la specifica rassegna “PRIMO TEMPO” (ora trasformatasi in “Insieme a Teatro”) costretta però a “peregrinare” in spazi diversi (dal Gonzaga alla Quattordicesima, al Teatro delle Erbe, al Don Orione e altri ancora fino al Pime ultima tappa dal 2004) prima di giungere nel 2017 all’assegnazione – con bando di pubblica evidenza – del nuovo Teatro Munari , firmato da Italo Rota e affidatoci dal Comune di Milano, per sviluppare appunto la nostra attività di Polo teatrale e culturale per infanzia e giovani .

Silvio per cortesia parlaci della Mostra “Tinin Mantegazza le sette vite di un creativo irriverente” quale “dedica” a chi a contribuito a dare avvio alla vostra storia?

Buratto - Tinin volaCertamente, questa stagione è dedicata infatti a Tinin e Velia Mantegazza – che con Jolanda Cappi (come già detto) sono stati fondatori del Buratto; con questa suggestiva Mostra abbiamo voluto festeggiare i nostri 45 anni essendo stati “impediti” nel farlo appunto nella ricorrenza del novembre scorso. Abbiamo pertanto agito ospitando e ampliando questa mostra – proposta nel 2019 dal Comune di Bagnacavallo – per raccontare il percorso eclettico che ha spaziato dal giornalismo, alle gallerie d’arte, dal cabaret al teatro alla televisione, evidenziando il ruolo di Mantegazza anche di attivo protagonista di quella vivace ambiente culturale e artistico milanese che ha caratterizzato Milano nella metà anni 60/70, facendo incontrare le diverse personalità artistiche che hanno segnato la storia di quegli anni e che oggi celebriamo come Maestri.
Da sottolineare come il Buratto si è reso protagonista da subito nella creazione del cosiddetto Nuovo teatro ragazzi, che negli anni ’70 ha significato una svolta di attenzione e professionalità nello spettacolo rivolto ai bambini e ai ragazzi (alle scuole e alle famiglie ), con la nascita in Italia di importanti realtà di teatro ragazzi che Tinin Mantegazza, con il Buratto si è proposto da subito di valorizzare e coordinare contribuendo alla nascita di AsTRa – Associazione affiliata ad Agis nello specifico del Teatro Ragazzi – di cui è stato appunto primo Presidente

Fino a quando è aperta e com’è strutturata la mostra?

La mostra è divisa in diverse sezioni – sviluppando il corpus centrale gentilmente concesso dal Comune di Bagnacavallo – per segnare l’articolato percorso artistico di Tinin: dalla pittura al disegno e all’illustrazione, dai manifesti ai disegni per le Telerie Pascucci, con l’aggiunta di due sezioni più specifiche:

  • una dedicata agli Amici, con opere dell collezione privata di casa Mantegazza, con opere di Fontana, Luzzati, Buzzati, Munari e altri . Queste opere furono donate in occasioni varie appunto dagli Amici Artisti frequentati nel tempo di quei famosi vivaci anni 60/70.
  • l’altra sezione speciale è quella dedicata ai dieci anni del percorso fatto assieme al Buratto con testimonianze, interviste, presenze di pupazzi e video di spettacoli storici nella nostra produzione, sia per l’infanzia sia per adulti o tout-public: da “Histoire du soldat” a “Gli Arcani maggiori” a “Quello Stolfo da Ferrara”. Mentre per i bambini ci sono i grandi pupazzi da parata, le presenze di “classici” come Pierino e il lupo e di Cipì e altro ancora …. non manca Dodò il simpatico pupazzo televisivo inventato da Tinin e Velia per L’Albero Azzurro , la bella trasmissione nata nel 1990 per la Rai-Tv dei ragazzi e che ancora oggi conta diversi fans club, che con un po’ di nostalgia si trovano nel mondo web.

Fino a che data è aperta la mostra?

La mostra è aperta sino al 21 novembre è a ingresso gratuito su prenotazione e analogamente gratuite sono le visite guidate condotte da artisti e collaboratori del Teatro del Buratto (tra cui il sottoscritto …).

La locandina della Mostra su Tinin Mantegazza

Milano, 15 novembre 2021- Adelio Schieroni

Incontra Umberto Faini alla Galleria Ponte Rosso

Mercoledì 17 novembre 2021 alle ore 18, alla Galleria Ponte Rosso via Brera 2 Milano, Umberto Faini presenterà il suo volumetto di aforismi e epigrammi sull’arte:Arte in breve.
L’artista incontrerà i visitatori per la firma delle copie e per rispondere a qualsiasi curiosità inerente il suo lavoro di artista.

Vi invitiamo a visitare la Mostra antologica dedicata alle opere figurative di Faini, evento che terminerà sabato 20 novembre.

Leggiamo dalle pagine ufficiali sul sito della Galleria d’Arte:

Umberto Faini, milanese classe 1933, è artista poliedrico.
Oltre al suo lungo e ininterrotto percorso da pittore si è dedicato anche ad attività nel mondo dello spettacolo. Ha scritto diverse canzoni, in italiano e in milanese, alcune presentate in occasione di sue esibizioni al mitico Derby.

La mostra antologica illustra, attraverso l’esposizione di oltre quaranta dipinti, il percorso artistico di Umberto Faini dagli anni ’60 ad oggi. Un intenso e articolato racconto per immagini su base cronologica, ma dove le opere sono esposte per temi. Un percorso in cui sono posti in evidenza alcuni aspetti significativi della sua ricerca artistica nell’ambito della figurazione.

Opere figurative
Quasi un gesto di anticonformismo verso i tanti pregiudizi che oggi riguardano la pittura di immagini.

Figura e figurazione
“Che me ne faccio di un libro senza figure”? (Alice).
“Si vede che quella vocina me la sono figurata io”. (Geppetto).
Fare bella figura. Fare brutta figura. Figuriamoci!
La morte tende alla astrazione. La vita è decisamente più figurativa.
Dalle pitture rupestri in poi l’umanità ha sempre raffigurato.
Chi ha paura dell’arte figurativa?

GALLERIA PONTE ROSSO
via Brera 2 20121 Milano
02 86461053
www.ponterosso.com

Orme italo-pauliste

dai nostri Corrispondenti da San Paolo del Brasile

Ana Maria Barbosa de Faria Marcondes

Pontificia Universidade Catolica di San Paolo: Laurea in Filosofia (1973); titolo di specializzazione in Filosofia dell’Educazione (1980); Master (2006) e Dottorato (2018) in Scienze Sociali.

(traduzione Gabriele Frigerio)

Orme italo-pauliste dei Macchiaioli

A differenza di Buenos Aires e di Montevideo, San Paolo trascurò la cultura animata dalla grande “influenza di italiani che, nel 1897, nella capitale, superavano numericamente i brasiliani nella proporzione di due a uno” (Morse, 1959); dimensione di un fenomeno migratorio confermata dal registro di 202.503 italiani entrati dal porto di Santos-SP, considerando solo il decennio 1882-1891 (Morse, 1959).
PerissinottoA quel tempo, la pittura paulista si ritrovava tarpata da una città ancora arretrata e in cerca di mano d’opera qualificata necessaria al processo di urbanizzazione in atto. Fu così che molti artisti, come il veneziano Giuseppe Pasquale Perissinotto (1881-1965), finirono per venire assorbiti dal mercato dell’edilizia, ispirato all’architettura europea che era in voga nella società locale. Stando alla documentazione dell’Archivio Storico dell’Accademia di Belle Arti di Firenze- AABAFi (AFFARI, 1904) il cammino intrapreso da Perissinotto, dopo il periodo iniziale di studente del Corso Comune, fu comunque quello di specializzarsi in Ornato Speciale (Affari, 1905-906), laddove, nella sezione femminile della Scuola di Figura, insegnava anche il macchiaiolo Giovanni Fattori, acquisendo con ciò competenza tecnica in ornato e in pittura.

In una direzione diversa da quella che perseguiva lo sviluppo urbano, Pasquale Perissinotto divenne professore di disegno e pittura e si unì al gruppo di artisti e artigiani legati professionalmente al Liceu de Artes e Oficios de São Paulo. Era un gruppo animato dal desiderio di conquistare uno spazio per divulgare e salvaguardare l’arte paulista: iniziò a organizzarsi riunendosi dapprima nel Café Paulista, situato in Praça Antonio Prado dove rimase fino all’inizio del 1922 quando si trasferì in una sala presa in prestito nel solaio di un edificio all’incrocio tra Praça da Sé e la Rua Barão de Paranapiacaba, sede della Sociedade de Sapateiros (Marcondes, 2013).
Il gruppo, in maggioranza di italiani, si avvalse dello spirito del centenario dell’indipendenza del Brasile per ottenere il sostegno della direzione del Liceu de Artes e Ofícios de São Paulo che offrì il Palacio das Industrias per ospitare una mostra. La costruzione dell’edificio non era ancora stata terminata e, in assenza di risorse economiche, toccò agli artisti non solo il lavoro di mettersi all’opera per allestire tutta l’esposizione ma anche l’incombenza di tinteggiare la sala della mostra e di andare a prendere i quadri di casa in casa, trasportandoli con un carretto fino al Parque D. Pedro II dove finalmente si realizzò, il 7 settembre 1922, la 1ª Exposição Geral de Belas Artes con 67 espositori, con la partecipazione di 11 pittrici (Marcondes, 2013).
Questa esposizione fu la prima mostra paulista a riunire un rappresentativo numero di opere con caratteristiche del fare artistico ottocentesco fiorentino, tutte di autori appartenenti a quella che possiamo denominare “la generazione del 22”.

Continua la lettura sul testo integrale dell’articolo: Orme italo-pauliste dei Macchiaioli