Milano 1861-1906. Mappa e volto di una città

Google Libri è una delle funzionalità più preziose che un normale cittadino possa avere a disposizione. Contiene infatti milioni di testi di altrettanti libri, scansionati e resi accessibili al pubblico in modalità differenti a seconda che i diritti d’autore siano ancora applicabili o meno.
In questo mare di sapere segnaliamo un’opera che contiene al suo interno preziose informazioni attinenti proprio alla nostra Famiglia Artistica Milanese.
Si tratta del saggio: “Milano 1861-1906. Mappa e volto di una città. Per una geostoria dell’arte” a cura di Maria Grazia Schinetti, Franco Angeli Editore, 2016.

Ecco la sintesi a cui si accede tramite Google Libri:

copertina Nel secondo Ottocento, il tratto principale della geografia artistica milanese è rappresentato da uno snodo dinamico di grande apertura, che conferma il ruolo già predominante di Milano nel contesto nazionale della prima parte del secolo, proiettato ulteriormente in un panorama internazionale. Dall’Unità d’Italia, si assiste a uno sviluppo vitale di stratificazioni e di momenti di continuità, alla costruzione di un mito dei luoghi del passato e, al tempo stesso, dell’immagine del cambiamento, che ha effetti straordinari sui modi della percezione, in risposta alle contraddizioni della modernità, e coincidente con la radicale metamorfosi della città, dall’annessione al Piemonte nel 1859 all’Esposizione Internazionale del Sempione nel 1906. È quanto emerge nel volume, che considera gli episodi d’arte in una prospettiva geografico-spaziale, secondo quattro filoni: “l’arte guarda la città” (l’immagine della trasformazione urbana nella pittura e nella fotografia), “il volto della città che cambia” (la nuova fisionomia monumentale), “Milano città d’arte” (l’associazionismo e il circuito espositivo), “la città come scena” (nella vita artistica della Scapigliatura, dai Carnevali ai Risotti mascherati).

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Mostra a Milano

MOSTRA DI PITTURA E FOTOGRAFIA

Nella Sala Rainoldi presso il Centro San
Protaso in P.le Brescia (a sinistra della chiesa) il 13 maggio alle ore 17
ci sarà l’inaugurazione della Mostra di pittura e fotografia “I fiori”.

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La Mostra proseguirà fino al 22 maggio 2016

Orari: lunedi – martedì – giovedì – venerdì – sabato dalle 16 alle 18
mercoledì e domenica dalle 10 alle 12

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Da oggi anche su Google+

Carissimi lettori,
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Si tratta di uno spazio dinamico per condividere con tutti Voi ciò che “Accade intorno a noi” nell’arte, nell’urbanistica, nella cultura ed in ogni luogo ove regni la creatività per migliorare le nostre condizioni di vita.
Per essere presenti attori attivi e non passivi spettatori…
Per accedere https://goo.gl/MiZcAu

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Gaetano Previati, un grande

“Quando finirà questa infame noncuranza, questa vergognosa incoscienza artistica e nazionale verso il più grande artista che l’Italia ha avuto da Tiepolo ad oggi? […]
L’opera di Gaetano Previati è di una vastità e di un valore che sconcertano…

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Previati è il solo grande artista italiano, di questi tempi, che abbia concepita l’arte come una rappresentazione in cui la realtà visiva serve soltanto come punto di partenza. Egli è il solo artista italiano che abbia intuito da più di trent’anni che l’arte fuggiva il verismo per innalzarsi allo stile. […]
Previati è stato il precursore in Italia della rivoluzione idealista che oggi sbaraglia il verismo e lo studio documentato del vero”

Fonte:
U. Boccioni, Le esposizioni collettive di Gaetano Previati e Carlo Fornara a Milano – L’arte di Gaetano Previati, «Gli Avvenimenti», 14, 26 marzo 1916 (ripubblicato in Umberto Boccioni, Gli scritti editi e inediti, a cura di Z. Birolli, Milano 1971, pag. 405)

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Quartieri di Poesia

La Galleria Previtali ha il piacere di annunciare la presentazione del libro: “Quartieri di Poesia” (Edizione Meravigli, Milano, a cura di Maurizio Cucchi e Lorenzo Valentino) che avverrà a Milano, Giovedì 12 maggio alle ore 18.30

Alla presentazione del libro farà da contorno la Mostra di opere di Marina Previtali “Milano, Quartieri di poesia” che durerà fino al 28 maggio 2016.

Milano è una città ricca di poesia e di poeti. Chi, allora, meglio dei poeti stessi potrebbe raccontarcela, coglierla in molti risvolti e particolari che magari a molti possono sfuggire?

Galleria Previtali
Arte Contemporanea
Via Lombardini, 14
20143 Milano

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Laura Raimondi, a Roma

Un nuovo successo!

laura-raimondi-ready4-2nightCari amici,
per la seconda volta Laura Raimondi si è esibita a Roma, al Wishlist Club, fascinoso locale nel cuore di San Lorenzo.

Come sempre, la serata è stata a base di ironia, racconti… e tanta buona musica! Il folto pubblico si è rilassato divertendosi grazie alla brillante performance dell’Artista.

Laura Raimondi è nostra Socia!
Non poteva che essere un successo…

Famiglia Artistica Milanese

Giovedì 28 aprile alle ore 22.00, al Wishlist Club, in via dei Volsci, 126 /b a Roma.

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Rosalba Perucchini, la gioia dell’acquerello

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La nostra Socia Rosalba Perucchini espone i suoi acquereli a Como, in via Scalabrini 9, alla Mostra “The Meatball Club… incontra l’arte…”

Ventitrè acquerelli sul tema della natura e paesaggio.
Inaugurazione sabato 16 aprile ore 18.30,
esposizione dal 19 aprile al 17 maggio 2016 – dalle 17.30 alle 24.00; chiuso domenica e lunedì

Intervenite numerosi!

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Nel 1999 entra a far parte dell’Associazione Italiana Acquerellisti, e dal 2004 al 2008 è membro del Consiglio Direttivo.
Dal 2003 è volontaria presso l’Associazione UMAN.A di Milano, usando la tecnica dell’acquerello con i pazienti del Reparto Oncologia, come “arte terapia”.
Dal 2006 insegna l’acquerello ai bambini delle classi primarie con Progetti e Laboratori in Milano, si è aggiunto quest’anno anche la Città di Belgioioso (Pavia) presentando “Giocando con i colori” e nel mese di settembre “Acqua e colori” nel Comune di Monterosso (La Spezia) trasmettendo ai bambini la gioia e le magie che l’acquerello sa donare.
Con l’Associazione ha partecipato a Mostre Internazionali (Llança-Spagna – Dallas-Texas – S.Pietroburgo-Russia – Anversa-Belgio – Segovia-Spagna).
A livello Nazionale partecipa con mostre collettive e personali ottenendo premi e consensi di critica e pubblico.

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TOGO espone a Soncino: “Giocare nel sole”

Il Rotary Club Soncino presenta la Mostra di opere e dipinti di Enzo Migneco, in arte TOGO, dal titolo “Giocare nel sole”.

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Togo (Enzo Migneco) è nato a Milano nel 1937, ma a causa del secondo conflitto mondiale si è trovato a vivere” nomade” in continuo peregrinaggio da Adis-Abeba a Messina, a Roma, a Muccia (presso Macerata) e di nuovo a Messina ad iniziare dal 1946.

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Togo è indubbiamente un “figlio d’arte” e l’atmosfera respirata in famiglia ne ha certo influenzato la formazione culturale: lo zio Giuseppe è pittore di grande fama; lo zio Angelo (scomparso prematuramente) ha avuto grandi meriti come scrittore e umorista.

Ad iniziare dalla fine degli anni cinquanta, comincia a partecipare a mostre e rassegne di pittura organizzate a Messina.
Alla fine de 1962 un po’ per sfuggire al clima provinciale, un po’ perché attratto dalla grande metropoli, si trasferisce a Milano città che in quegli anni, ancor più di oggi, rappresentava il centro di un mondo culturale di grande importanza.

Dopo la mostra alla Galleria Laurina di Roma del 1966, presentata da Carlo Munari, prepara e realizza la prima personale lombarda che è ospitata, nel 1967, presso la Galleria 32; in catalogo un testo di Raffaele De Grada.
In quegli anni Togo frequenta giovani pittori lombardi suoi coetanei tra cui si segnalano Lino Mazzulli, Umberto Faini, Vitale Petrus; con loro espone sovente in mostre collettive come quella presentata a Palazzo Gotico di Piacenza nel 1971.
Nel 1969 entra a far parte con Marzulli e Faini del Gruppo di pittori della Galleria Diarcon diretta da Pasquale Giorgio.Tra il 1969 e il 1970 inizia la sua ricerca nel campo dell’incisione, tecnica questa che andrà approfondendo con sempre maggior merito negli anni successivi.

Negli anni a seguire è sempre più apprezzato ed amato dal pubblico che lo segue con entusiasmo nella sua evoluzione artistica.

Ricordiamo, per pura brevità narrativa, solo le sue ultime attività.

Durante il “VI Convegno di Primavera” dell’Ordine dei medici, al Teatro Vittorio Emanuele, a Messina, riceve una targa quale riconoscimento al suo lavoro d’artista.
All’interno di un progetto della Provincia Regionale di Messina è invitato a esporre, in una mostra personale, opere di pittura e incisioni a Taormina nelle sale della “Fondazione Mazzullo” nel Palazzo dei Duchi di S. Stefano. In catalogo una presentazione di Lucio Barbera.
2010 – Espone alla Galleria San Carlo di Milano la sua ultima produzione in una personale dal titolo “Forme pure di colore”, presentata in catalogo da Francesco Poli.
Per l’Associazione “Roberto Boccafogli ” con Sara Montani è docente e responsabile del laboratorio “La Stamperia” de “La Fabbrica del Talento”, centro di attività espressive e socializzanti a Milano.

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2016 – Espone presso l’ex Filanda di SONCINO (Cr) dal 12 Marzo al 10 Aprile con una mostra dal titolo “GIOCARE NEL SOLE”

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Tra Realismo e Gestualità

Si inaugura domani Domenica 3 aprile 2016 la Mostra in cui espongono Giacomo Gandellini e Lauro Gorini.

Giacomo Gandellini da Longhena

Ha seguito corsi di disegno, tecnica mista e pittura con il pittore Dino Decca a Flero (BS) negli anni Settanta e Ottanta. Ha poi proseguito il suo percorso artistico frequentando corsi, presso la AAB (Associazione Artisti Bresciani) dove, con il maestro Primo Tinelli, sperimenta il disegno del nudo e si approccia alle prime nozioni di incisione calcografica che Gandellini approfondisce successivamente nei corsi all’Auser di Botticino tenuti dal maestro incisore Girolamo Battista Tregambe. Grazie all’amicizia con il maestro nasce l’idea di dare origine, nei primi anni 2000, ad una Scuola di incisione calcografica presso Scarpizzolo di San Paolo (BS), organizzata dal circolo culturale «Don Emilio Verzeletti» e che tutt’ora prosegue – e si migliora – grazie anche al lavoro di un nutrito gruppo di appassionati allievie a validissimi collaboratori.

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Lauro Gorini

Nasce a Montichiari e frequenta la Scuola libera del nudo presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Prosegue poi gli sudi presso l’Accademia di Belle Arti «Gian Bettino Cignaroli» di Verona dove, con l’insegnante Francesco Avesani, perfeziona e approfondisce le diverse tecniche dell’incisione calcografica.
Attualmente partecipa alle attività del circolo culturale «Don Emilio
Verzeletti» di San Paolo (BS) dove, con un appassionato gruppo di allievi, si esercita da anni la tecnica incisoria.

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Museo della Stampa
Centro Studi Stampatori Ebrei “Soncino”
Via Lanfranco,  8 – 26029 Soncino (Cr)

Orario:
Da martedì a venerdì: 10,00 – 12,00
sabato e festivi: 10,00 – 13,00 e 15,00 – 19,00

fino al 24 aprile. Soncino e la Mostra meritano una visita

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Città

Milano era una deliziosa città amata ora da Stendhal, ora da Fogazzaro con poetiche descrizioni dei tanti giardini, dei palazzi signorili ma non sfacciati, e delle acque ossia una decina di veri fiumi o fiumicelli con in più i canali… Ed oggi che città è divenuta? che città sta ancor oggi diventando? proprio oggi oggi?
Ed è poi una città, se per città dobbiamo intendere umano, onesto, democratico, civile ricovero? Certo, i fattori politici, economici, sociali… l’industria, gli operai… il consumo, il benessere… Certo, lo spazio, lo spazio, lo spazio… Certo, l’aumento delle anime dalle trecentomila del 1870 alle seicentomila del 1920… (al milione e ottocentomila del 1970?)…
Ma che cosa si è fatto sul serio, non diciamo per gli operai, diciamo per il popolo, per le anime?… o appena e solo per tutti i nostri poveri corpi?

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Fonte del testo

Impossibile una storia che non partecipi, che non critichi, che non giudichi; impossibile perfino una cronaca esclusivamente, puramente obiettiva. O, altrimenti, come farebbe la storia ad essere magistra vitae? E, dopotutto, come protestare contro una critica « non costruttiva » quando si compie un’azione distruttiva?
Ebbene, erano meglio, non erano così crudeli, erano più civili, le antiche, le vecchie case popolari con ballatoi e cortili; erano meglio le Case Operaie del 1860; erano meglio le case dell’«Umanitaria »; erano meglio le laboristiche casette a villino con l’educativo giardinetto; e meglio Milanino, il Villaggio dei Tranvieri, il Quartiere operaio a Porta Vittoria, il Villaggio dei Giornalisti, le casette e villette ancora in Via Perugia, in Viale Zara, in Viale Marche…
Tutto meglio che disumane, infernali periferie quali Cinisello Balsamo, il Gallaratese, Quarto Oggiaro…
Si vogliono, si ottengono anime morte?
Ma, certo, lo stesso, fra il ’70 e l’80 (del 1800… n.d.r.) la classe politica era già ben informata – mediante istituti di ricerca, progetti, studi – circa i vari mali di Milano e insieme del Milanese; e ci sarebbe stato ancora tempo abbastanza oltre che per prevedere anche per prevenire e reprimere il peggio e il pessimo.
Piani e piani: quel che mancò sempre fu non tanto un piano cittadino ma insieme provinciale o magari regionale, quanto un piano etico, l’unico che sarebbe stato davvero pratico, razionale, funzionale, e insomma sociale. Quindi vinsero, hanno vinto, atrocemente vincono, la speculazione industriale, la fondiaria, edilizia, e il gioco clientelare.

Fonte: Leonardo Borgese: “Milano, 1870 – 1929. Architettura. Edilizia. Urbanistica.”

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