Come chi sprezza la pittura non ama la filosofia, né la natura.

6 Agosto, 2007

Se tu sprezzerai la pittura, la quale è sola imitatrice di tutte le opere evidenti di natura, per certo tu sprezzerai una sottile invenzione, la quale con filosofica e sottile speculazione considera tutte le qualità delle forme: mare, siti, piante, animali, erbe, fiori, le quali sono cinte di ombra e lume. E veramente questa è scienza e legittima figlia di natura, perché la pittura è partorita da essa natura; ma per dir piú corretto, diremo nipote di natura, perché tutte le cose evidenti sono state partorite dalla natura, dalle quali cose è nata la pittura. Adunque rettamente la chiameremo nipote di essa natura e parente d’Iddio.

fonte: Leonardo da Vinci - Trattato della Pittura
(condotto sul Cod. Vaticano Urbinate 1270)


Renzo Weiss (1856 - 1931) e la Famiglia Artistica

1 Agosto, 2007

Figlio di un patriota trentino che aveva sposato gli ideali dell’irredentismo italiano e che perciò, costretto all’esilio, si era trasferito a Gorla, presso Milano, impiantandovi un laboratorio di coloranti tessili, Renzo Weiss  aveva speso l’alacre attività di una vita intera tra imprenditoria industriale - suo fu il primo stabilimento in Lombardia che stampava a colori su tessuto -, la passione per l’arte e la pratica sportiva della scherma.

La condivisione degli ideali patriottici e l’attrazione per un tipo di pittura ispirata al vero e fondata essenzialmente su valori cromatici e luminosi avevano favorito la sua assidua frequentazione, sin dagli inizi degli anni Ottanta, e i suoi legami con la cerchia di artisti garibaldini raccolti dapprima intorno allo studio monzese del decano Mosè Bianchi (e del nipote Pompeo Mariani), poi nei ritrovi mondani di Milano, dal Caffè dell’Orologio - per un quarto di secolo abituale roccaforte di Filippo Carcano - al Caffè Cova, nei cui saloni venivano allestite mostre d’arte di Emilio Gola, Luigi Rossi, Eugenio Gignous, Leonardo Bazzaro e altri; e ancora nei circoli artistici ufficiali, quali la Famiglia Artistica, la Società patriottica, la Promotrice.

Ma per Weiss e il suo gruppo di amici artisti, innamorati del paesaggio e impegnati anche in lunghe peregrinazioni a piedi lungo i laghi prealpini e nelle vallate, luoghi di incontro, di esperienze comuni, di confronto formale erano anche le ville di Mosè Bianchi a Gignese, di Gignous a Stresa, di Bazzaro all’Alpino: là riuniti, ciascuno con un proprio linguaggio e una propria cifra distintiva essi offrivano una visione della realtà naturale, non legata a schemi descrittivi ma liberamente interpretata alla luce della sensazione e del sentimento, per lo più caratterizzata da ampi e profondi punti di vista e tradotta in accordi cromatici schiariti.
Erano quelli gli anni - nell’ultimo quarto di secolo - in cui era giunto a piena maturazione il processo di rinnovamento della pittura di paesaggio che, in Lombardia, affondava le sue radici nella tradizione cinquecentesca rivista attraverso le dense atmosfere di Piccio e le libere intonazioni scapigliate e si caratterizzava per l’uso di una pennellata ricca di impasti e di sfumature e per una grande spigliatezza compositiva.

Tratto da:  Pittori del Naturalismo lombardo nella collezione Renzo Weiss
Autore: Susanna Zatti
Renzo Weiss


Realismo sociale nelle opere di Davide Pagnotta

1 Agosto, 2007

Le opere pittoriche di Davide Pagnotta, di chiara apertura figurativa, moderna per i suoi equilibrati moduli pittorici,
possono definirsi d’un “realismo” che trova la sua dimensione nell’emblematico presente sociale.

Opere corpose e di penetrazione per la legge del colore-luce, che l’autore sapientemente usa per la sua narrazione artistica,
interpreta quindi la figurazione con razionalità e ne accentua le caratteristiche simbolico-psicologiche dei personaggi.
Anche alcune scelte cromatiche violente rivelano disagio e solitudine, rimarcando in tal modo l’inquietudine del nostro tempo.

Padronanza e sapienza irreprensibili del disegno vengono usati all’artista anche per la narrazione pittorica di squisito sapore
surreale, dando a queste opere un taglio di chiarezza unito a semplicità di composizione.
Una figurazione attuale e moderna di grande sensibilità che e’, contemporaneamente, sfida realistica ed entusiasmo poetico di quel mondo giovanile e non con le sue illusioni, i suoi sogni e le sue aspirazioni.

Gli studi artistici frequentati da Davide Pagnotta sotto la guida del maestro Venditti, professore d’una celebre accademia di
Milano, e il suo continuo impegno per la pittura in particolare, danno spessore e autorevolezza alla sua attuale produzione
artistica.

Lidia Silanos
M
ilano, aprile 2006

spiraglio - olio su tela di juta - 60×190 cm, 2006

 

 


 

 

 

 

spiraglio - olio su tela di juta - 60×190 cm, 2006

 

 

L’autore ha esposto le proprie opere

anche presso la Famiglia Artistica Milanese

 

 


L’ora topica di Carlo Dossi

30 Luglio, 2007

[...] Di là, da questi giardini, da queste officine secrete di motti salaci, di poesie d’occasione, di caricature, la corrente irrefrenata della attività estetica e giovanile si disperdeva per Milano; l’innerbava, la divertiva, la faceva pensare.

Estuava per le ragunate della Famiglia Artistica e della Patriottica, dove si decidevano le mostre del Museo Birbonico, tenute nei palazzi di Piazza Mercanti, e le recite del Carro di Tespi; si immetteva nei crocchi, sotto la pergola della Noce,
un’osteria fuori Porta Ticinese, governata regalmente dall’astuta e simpatica Sora Luisa, mentre el Vittorel Pizzini mesceva, alli illustri aventori, Gattinara squisitissimo….

Fonte: Gian Pietro Lucini
L’ora topica di Carlo Dossi
Saggio di critica integrale


Verga e la Famiglia Artistica

30 Luglio, 2007

[...]
La sora Antonietta chiudeva gli occhi perché Sandrino era il più bel brunetto di Milano, - non lo diceva perché l’avesse fatto lei! - ed anche pei cinquanta centesimi che si buscava ogni sera a quel mestiere.

Quando ballava la tarantella del Masaniello, vestito da lazzarone, la contessa del palchettoa sinistra se lo mangiava con gli occhi, dicevano.
A lui non glie ne importava della contessa, perché era fatta come un salame nella carta inargentata; ma ci aveva gusto pei suoi compagni di bottega, che si martellavano d’invidia a batterla suola tutto il giorno, lo canzonavano e lo chiamavano “sor conte” per gelosia.
La domenica, colla giacchetta attillata, e il virginia da sette all’aria, se ne andava girelloni sul corso, più alto un palmo del solito, a veder le contesse.
All’occorrenza parlava di tanti che erano cominciati ballerini, tramagnini al pari di lui, o anche semplici comparse, per arrivare ad essere coreografi, cavalieri, ricchi sfondolati, artisti insomma, tale e quale come il maestro Verdi. - Artisti da piedi! - rispondeva la mamma. - No, no, ci vuol altro! - Ella aveva messo gli occhi addosso alla figlia unica del padrone di casa, carbonaio, una grassona col naso a trombetta, e le mani piene di geloni sino a tutto aprile. - Con quella lì, quando
fosse morto il vecchio, c’era da mettere carrozza e cavalli. Perciò teneva l’orfanella come la pupilla degli occhi suoi, le faceva da madre, la lisciava e l’accarezzava.

Nelle serate a benefizio della famiglia artistica, quando la Scala rimaneva quasi vuota, si faceva dare gratis dei biglietti di
piccionaia, e conduceva al ballo tutta la famiglia, il carbonaio colla camicia di bucato e la ragazza strizzata nello spenserino di seta celeste, per mostrare il suo Sandro, là, quello colle lenticchie d’oro sulle mutande, che faceva girare il lanternone! Un ragazzo di talento! Purché non si fosse indotto a far qualche scioccheria colle contesse che sapeva lei!

Il carbonaio spalancava gli occhi al veder le ballerine, e diventava rosso che pareva gli stesse per venire un accidente.
[...]
fonte: AMORE SENZA BENDA
Autore: Giovanni Verga
Raccolta: Per le vie
Anno: 1883


Umberto Boccioni: autoritratto 1908

30 Luglio, 2007

autoritratto - 1908


Boccioni e Milano - Taccuini Futuristi

30 Luglio, 2007

3 giugno 1907
Sto poco bene in salute. Sono svogliato, lavoro poco da un paio di giorni.
Non penso a nulla sono sospeso e sento terribilmente la mancanza di denari per l’arte. Se avessi denari dipingerei molto e variando dal disegno al colore troverei nuove forze. Resterò a Venezia o andrò a Milano. Sono vuoto non godo non soffro non sogno. Sono come assopito: ci vogliono denari denari denari o la guerra non si può fare.

29 maggio
Sono per partire da Venezia per Milano. Non posso più tirare innanzi. Sono tornati i medesimi tempi di Parigi per quanto molto meno penosi. Chiudo questo periodo con la coscienza d’essere rinato a nuova vita e di progredire sensibilmente.
Un anno fa ero a Parigi in ben diverse condizioni di spirito. A Parigi sono andato con la sensazione di andare a curarmi e a guarirmi. A Milano ci vado con l’intenzione rapace di vincere e conquistarla.

12 luglio
Ho rattoppato i miei affari, ma me li ha rattoppati Piccoli vendendomi due marine per 50 lire…
Continuo a non lavorare. Non sono scoraggiato sulle mie forze ma sui mezzi pecuniari che non accennano mai ad aumentare a meno di non prostituirsi nella maniera la più ignobile. Mi si continua a dir male di Milano. È un plebiscito di antipatia per l’unica città italiana che faccia qualche cosa. Sono stanco. Mi manca tutto moralmente e materialmente. E penso che a Milano la vita sarà peggio.
Sono all’Esposizione e trovo sempre pochissimo di mio gusto salvo qualche maggiore. Gli stranieri li trovo sempre più sporchi trasandati volgari tecnicamente per quanto siano nobilissimi per ispirazione quando lo sono. Noi invece mettiamo in mostra la nostra miseria  civile, intellettuale, morale con tecniche bastarde ma con visioni sempre chiare pulite gioiose il che tradisce la latinità sotto la nostra secolare miseria.
Manca sempre l’universalità. Le sensazioni che si trovano nella maggior parte dei quadri d’oggi si possono ritrovare in qualunque archivio di P.S. o d’Istituto di mendicità o d’ospedale ecc. ecc. Tutto è frammentario e si dà l’aria di documento scientifico che fa ridere a chi pensi alla meravigliosa oggettività e matematica esattezza della Scienza. Ci vuole un ingegno che accettando tutto ciò che la scienza moderna ha rinnovato nell’Arte dia il volo che sintetizzi il sogno dell’anima moderna. Oggi si sogna come a Venezia a Firenze a Roma in Atene, in Egitto e su su fino a dove l’umana conoscenza può arrivare. Noi siamo davanti agli stessi misteri, l’anima ha bisogno relativamente della stessa adorazione religiosa e l’Arte moderna deve riflettere tutto questo.


Scambio link

7 Febbraio, 2007

ACR che cos’è?

… è un’Associazione Culturale e di volontariato che dà voce ai giovani, ai meno giovani e se può li aiuta.

..Vuoi collaborare? Vieni ti aspettiamo, abbiamo bisogno di TE e delle tue idee!

E’ un’occasione di avvio al lavoro e a un progetto di comunicazione per chi vende, acquista, opera e scrive o legge. Non ci sono contribuzioni o retribuzioni ma solo rimborsi spese! E’ uno dei primi passi x recuperare dignità e fiducia in noi stessi, per i disoccupati, disabili, disagiati e portatori di handicap.

consultate il sito inserito nel ns. Blogroll


Sette Artisti a Confronto

6 Febbraio, 2007

Invito all’esposizione dedicata a

 

SETTE ARTISTI A CONFRONTO

il 15 febbraio alle ore 18.00

alla

Famiglia Artistica Milanese

Via Aleardo Aleardi, 20 – 20154 Milano

Espongono gli artisti:

BIZZOZZERO L.

CRESPI C. A.

DESARIO A.

GRANATO P. A.

NASTASIO A.

TOGNAZZO N.

TRAPASSO A.

 

La mostra resterà aperta sino al 2 marzo,

il lunedì, martedì e mercoledì dalle 15.00 alle 16.00

e dal giovedì al sabato dalle 15.00 alle 18.30.

 

L’ORGANIZZAZIONE ARTISTICA E’ CURATA DALLA SIG.RA MARINA SPERANZA

 

 


Pittore Antonio Tonelli: mostra antologica

6 Febbraio, 2007

Il Pittore Antonio Tonelli allestira’ una mostra antologica con opere dal 1980 al 2006 presso la Galleria Ciovasso di Milano, corso Garibaldi, 34.

INAUGURAZIONE IL GIORNO 27 FEBBRAIO 2007 ALLE ORE 18.00.

Nell’occasione verra’ presentata la monografia dal titolo: “I cicli pittorici di Antonio Tonelli”, con scritti dei critici d’arte Rossana Bossaglia, Mario De Micheli, Giorgio Seveso e nota introduttiva del Poeta Guido Oldani.

La mostra si protrarra’ fino al 17 marzo 2007. successivamente verra’ allestita una seconda mostra antologica ad opera del Comune di Pavia presso l’importante sede espositiva di Santa Maria Gualtieri, piazza della Vittoria, Pavia.

Inaugurazione il 20 marzo 2007, ore 18 e presentazione della stessa monografia da parte della professoressa Rossana Bossaglia. La mostra si protrarra’ fino al 9 aprile 2007.